I migliori film italiani del 2018 (secondo me)

Ormai è complicato stabilire l’identità nazionale di un film, in un tempo in cui produzioni, cast e sensibilità culturali che lo vanno a comporre sono sempre più transfrontalieri. Sicché per definire i film da inserire mi sono affidato a dati di immediata riconoscibilità, come la lingua utilizzata. Ed è il motivo per cui il bello e importante Suspiria, girato in inglese da un autore pienamente italiano, non compare nell’elenco che segue. Resta fuori anche un film che si è rivelato un piccola sorpresa, Tito e gli alieni di Paola Randi, uscito sì in sala nel 2018 ma presentato già nel 2017 al Torino Film Festival e, per lo stesso motivo, Manuel di Dario Albertini (era a Venezia 2017). Resta fuori Come un gatto in tangenziale, commedia tradizionale e convenzionale ma di solido mestiere e assai godibile, arrivato in sala il 28 dicembre 2017. Dimenticavo: la classifica riguarda film visti in sala o ai festival.

10 ex aequo) Figlia mia di Laura Bispuri
10 ex aequo) Menocchio di Alberto Fasulo
9) Metti la nonna in freezer di Giancarlo Fontana e Giuseppe C. Stasi
8) Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

7) Ricordi? di Valerio Mieli
6) Euforia di Valeria Golino
5) Notti magiche di Paolo Virzì

4) Isabelle di Mirko Locatelli
3) La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo
2) Samouni Road – La strada dei Samouni di Stefano Savona
1) Lazzaro felice di Alice Rohrwacher

Note:
a) mi hanno deluso Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius, da cui mi aspettavo molto dopo il suo precedente e promettentissimo Perfidia e Dulcinea di Luca Ferri.
b) non ho ancora visto Funeralopolis, il docu ‘tossico’ di Alessandro Redaelli di cui si molto si è parlato in queste ultime settimane.
c) mancano in questa classifica Dogman di Matteo Garrone, Loro 1 e 2 di Paolo Sorrentino, Troppa grazia di Gianni Zanasi, Santiago, Italia di Nanni Moretti, Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, Capri-Revolution di Mario Martone: si tratta di una scelta, non di una dimenticanza.
d) mancano anche Ride (pronuncia italiana) di Valerio Mastandrea, fragile benché con alcuni momenti segnati dalla grazia, e Ride (pronuncia inglese) di Jacopo Rondinelli, tentativo di immettere un nostro film nel circuito internescional delle giovanotterie e giocattolerie action-fantasy: gran sfoggio e ottimo controllo di linguaggi digitali e tecnologie, ma storytelling disastroso.
e) ai due film che occupano ex aequo la posizione #10, Figlia mia e Menocchio, ho assegnato un voto piuttosto basso quando li ho visti, rispettivamente al festival di Berlino e di Locarno. Oggi, a parecchi mesi di distanza, mi rendo conto di come nel panorama non esaltante del nostro cinema abbiano brillato per coraggio e scostamento dalla comoda medietà, nei temi del racconto come nella forma cinema adottata, un coraggio che almeno in parte va a bilanciare i limiti di cui parlavo nelle recensioni.
f) tra me e Mirko Locatelli, di cui ho messo al quarto posto Isabelle, non intercorre nessuna parentela.

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4 risposte a I migliori film italiani del 2018 (secondo me)

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  2. Davide scrive:

    Mi sembra davvero imbarazzante per un portale attento come il tuo non menzionare il miglior esordio italiano dell’anno, MANUEL di Dario Albertini.

  3. Eliodo scrive:

    Mi chiedo che problema c’era nel dire “camionista” invece di “truck driver” che non è nemmeno un anglicismo in uso. Smettetela di fare i fighi

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