Film stasera in tv: MIDNIGHT IN PARIS di Woody Allen (sab. 5 gennaio 2019, tv in chiaro)

Midnight in Paris di Woody Allen, Iris, ore 21,00. Sabato 5 gennaio 2019.
Midnight in Paris di Woody Allen. Con Owen Wilson, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Kathy Bates, Adrien Brody, Michael Sheen. Voto 5+
Recensione scritta all’uscita del film.
A nessuno si perdonerebbe di incominciare un film con le inquadrature-cartolina della Tour Eiffel, la Senna, Montmartre. A nessuno si perdonerebbe di ridurre Parigi a una guida Touring. Ma a Woody Allen si perdona questo e altro, chissà perché. Uno scrittore che guadagna un mucchio di soldi a Hollywood eppure se ne vergogna (neanche fossimo ai tempi di Raymond Chandler: Woody Allen sveglia, sono passati 60 anni e le cose son cambiate da quelle parti), vuole scrivere il solito Grande Romanzo per la posterità (ma si accontenti dei soldi del cinema, suvvia, se si accontenta Aaron Sorkin perché lui la mette giù tanto dura?). Arriva a Parigi con fidanzata stronza e suoceri ancora più stronzi e volgari tendenza Tea Party, invece lui è un intellò che vorrebbe ritrovare la Parigi anni Venti di Hemingway e Scott & Zelda Fitzgerald expats, di Picasso, Buñuel, Dalì, Cocteau etc. Di notte una macchina (“sembra una di quella macchine d’epoca che un mio amico di Bel Air colleziona”, dice) lo tira su. Si scoprirà che trattasi di una macchina del tempo, sicchè di colpo lui si trova in quella Parigi twenties tra quei personaggi mitologici tanto amati. Tutto un bonsoir monsieur Cocteau, ah come sta signora Zelda, e lei signora Gertrude Stein mi leggerebbe il mio romanzo? Mon Dieu, ma quello non è Thomas Eliot, ma certo che è lui! Cose così. Qualche battuta carina (qualche). Un film, diciamolo, un po’ da ex liceale – americano, anni Cinquanta, ma pur sempre liceale – che vuol farci sapere che lui sa, e fa sfrenato namedropping per dirci quanto culturalmente frequenta bene. Però bisogna ammettere che Midnight in Paris si fa vedere ed è un Woody Allen un po’ meglio, ma giusto un po’, dei suoi ultimi brutti film. Racconta il niente e il banale, però lo fa con grande grazia. Dialoghi perfetti. Attori da incanto, Owen Wilson in testa (adorabile, non c’è altra parola). Un quasi niente però confezionato molto bene. Come quei macarons (sapete, quei dolcetti che ti si sciolgono in bocca in un amen) che ti incartano con veline deliziose di ogni colore, e tu te ne vai in giro orgoglioso del pacchettino col marchietto dorato. La squisita confezione è molto meglio di quello che c’è dentro, e oltretutto ti costa carissima. Ma tu sei contento lo stesso. Carla Bruni ha un paio di scene brevi e fa la sua figura tutto sommato (però quel botox). Dimenticavo, c’è pure una delle attrici che amo di più, Léa Seydoux, nella parte della ragazza carina e sexy che in un Allen-movie non manca mai.

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