Film stasera in tv: ULTIMO TANGO A PARIGI in versione restaurata e integrale (lun. 21 gennaio 2019, tv in chiaro)

Ultimo tango a Parigi in versione restaurata e uncut, Rai2, ore 21,20. Lunedì 22 gennaio 2019.
alg-last-tango-paris-jpgCarlo Freccero, neodirettore (e però ritornante) di Rai2 ai tempi della governance gialloverde, mostra i muscoli e tira fuori dal cilindro del mago una di quelle astuzie che han fatto la sua fortuna e fama di genio dei palinsesti. Dunque: il film di tutti gli scandali, sodomizzazioni imburrate comprese, servito per sua augusta decisione a tutte le sacre e buone famiglie d’Italia (ma ce ne sono ancora? siamo sicuri?)  in prima serata tv, mica di notte in qualche ghezziano fuoriorario, e stiamo a vedere se ci sarà il botto d’audience e share, e se se ancora qualcuno invocherà il rogo come ai vecchi giorni. Messa in onda che piacerà comunque anche ai cinefili e insieme omaggia l’appena scomparso Bernardo Bertolucci, visto che quella che si vedrà stasera è la copia restaurata e integrale (vocabolo che accentua la già spessa aura peccaminosa dell’evento). Ultimo tango a Parigi resta a tutt’oggi il film italiano di maggior successo di ogni tempo, un titolo nel bene e nel male leggendario. Marlon Brando (e già questo) e Maria Schneider chiusi in un appartamento parigino a desiderarsi e farsi del male. Il sesso come ancora e ultima spiaggia di due disperati prima del naufragio. Tutto è stato detto e scritto su Ultimo tango: la mitologica scena con uso improprio e creativo del burro, la distruzione cui la censura condannò il film,  le impressionanti file ai cinema di tutto il mondo al Mignon di Milano la pressione della folla mandò in frantumi la porta a vetri della sala), il citazionismo cinefilo del regista (che omaggia Visconti e la Nouvelle Vague attraverso le presenze di Massimo Girotti e Jean-Pierre Léaud). Si tratta adesso di rivederlo per capire se i 46 anni trascorsi da quel lontano 1972 l’hanno oltraggiato o no. La mia opinione è che non sia invecchiato molto bene, e che la mistica del sesso – un po’ Bataille un po’ Sade – su cui si regge il film, sia oggi un fossile culturale. Resta tutta la sapienza registica di Bernardo Bertolucci, restano la sua morbidezza e il suo gusto squisito. Da vedere ricordando la povera Maria Schneider e le sue accuse di abusi subiti sul set (smentiti però da testimoni oculari come il direttore della fotografia Vittorio Storaro). Bellissima Parigi, bellissimi i suoni di Gato Barbieri.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.