Un film da non perdere stasera in tv: THE EICHMANN SHOW (mart. 22 gennaio 2019, tv in chiaro)

The Eichmann Show – Il processo del secolo, un film di Paul Andrew Williams. Con Martin Freeman, Anthony La Paglia, Rebecca Front, Zora Bishop.
In onda su Rai Due, ore 23,oo, martedì 22 gennaio 2019.
The Eichmann Showtes_4_20151230_1677545716Si intensifucano nei palinsesti la programmazione in vista del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio. Stasera su Rai 2 in seconda serata questo film che tratta da un punto di vista non così solito uno dei processi più clamorosi del secolo scorso, quello che ci fu a Gerusalemme, nell’anno 1961, a carico di Adolf Eichmann. Gerarca nazista tra i responsabili della Shoah, quella che fu chiamata nei documenti tedeschi con gelido linguaggio la soluzione finale, era stato catturato dai servizi segreti israeliani in Argentina dove viveva sotto falso nome e poi clandestinamente portato in Israele. A lui fu imputata la corresponsabilità nello sterminio e sappiamo com’è finita: condanna a morte, eseguita per impiccagione. Questo film ha la singolarità di ricostruire quell’enorme e complessa vicenda processuale attraverso la storia di Milton Fruchtman, il produttore americano che ebbe l’intuizione (anche commerciale) di riprendere il dibattimento e venderlo alle televisioni di tutto il mondo. Sarebbe diventato un successo colossale, portando a conoscenza di decine, centiniaia di milioni di spettatori cos’era stato l’Olocausto, com’era avvenuto lo sterminio degli Ebrei d’Europa, cos’erano state le atrocità dei campi di annientamento come Auschwitz, e questo fu possibile per mezzo delle accuse documentate mosse ad Eichmanne  e la viva voce dei testimoni contro di lui, molti dei quali sopravvissuti ai lager. Si seguono gli scontri e le schermaglie nella corte, ma anche la complicata storia di Fruchtman e delle difficoltà da lui incontrate prima e durante le riprese televisive. Compresa la non facile convivenza con il regista chiamato a guidare il team degli operatori, l’integerrimo e roccioso Leo Hurwitz, uno dei dieci di Hollywood che erano finiti nella famigerata lista nera ai tempi del maccartismo. Il film è più interessante per quanto racconta che per come lo fa, essendo stile e linguaggio cinematografico piuttosto convenzionali e senza grandi sorprese o scarti rispetto alla medietà. Prodotto dignitoso, che comunque ha il merito di riportarci a un evento capitale del Novecento e ci pone qualche sana domanda su quale sia il ruolo della tv e sul come farla. Spero di scriverne al pià presto una recensione ragionata. Dico intanto: se potete, leggetevi o rileggetevi La banalità del male, il resoconto che l’immensa Hannah Arendt fece del processo di Gerusalemme, un libro che scatenò polemiche e che ancora oggi è in grado di turbarci. E, prima di vedervi il film, leggete almeno il primo e densissimo capitolo, La Corte (il libro è edito da Feltrinelli). Non si può parlare del processo Eichmann prescindendo da quanto ne scrisse la Arendt. E leggendola ci si rende conto di quante semplificazioni, anche se necessarie, ci siano nel film. Se non si conoscono i fatti e gli atti sembra, vedendolo, che Eichmann fosse stato il responsabile di Auschwitz e degli altri campi di sterminio. Non è così. Arendt ci avverte e ricorda e puntualizza più volte come il suo ruolo fosse quello di organizzare i treni che da tutta Europa portavamo gli ebrei rastrellati verso i lager dell’annientameno. Il che non ne attenua colpe e responsabilità, intendiamoci. Nel film vediamo anche le immagini del vero processo Eichmann e agghiaccianti documenti visivi sui campi di sterminio.

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