Film stasera in tv: SMETTO QUANDO VOGLIO – MASTERCLASS (ven. 7 giugno 2019, tv in chiaro)

Smetto quando voglio – Masterclass, un film di Sydney Sibilia. Rai 3, ore 21.15, venerdì 7 giugno 2019.
Considero la saga Smetto quando voglio – il film fondativo più i due sequel SQV Masterclass  e SQV Ad Honorem – quanto di meglio abbia concepito in fatto di cinema pop(olare) il nostro sistema produttivo in questi anni Dieci. Sydney Sibilia è un talentuoso, dotato di sane e non banali idee narrative e di ottima capacità registica nel tradurle in film, il padre insieme a Matteo Rovere, con cui spesso collabora, di un cinema italiano giovane e giovanottesco in grado di misurarsi con i generi. E pure di attirare in sala qualche ragazzo pagante e strapparlo allo stupor narcotizzato dello streaming aggratis. SQV, vale a dire come prendere pezzi di pura e tradizionalissima commedia all’italiana, dico I soliti ignoti, e trasportarli nel qui e ora ipermodernizzato e influenzato dalla modellistica hollywoodiana, frullando il tutto con un tema assai sociopoliticamente sensibile e centrale di questa Italia: quello dei laureati sottoproletarizzati e precarizzati, studi di eccellenza alle spalle e zero lavoro, o tutt’al più gli insulsi lavori della gig economy. Ma anziché buttare la cosa in predicazione e dramma sociale Sibilia la mette in commedia di ruberia con un filo di derive lisergiche nella mise en scène (quella fotografia squillantissima, quelle immagini ipersature) e con un po’, quel poco che il nostro dna cinematografico ci consente, di action. Se Smetto quando voglio era stato una discreta sorpresa, con buonissimo esito al box office, questo numero 2, SQV Masterclass, ha confermato la bontà del prodotto, immettendo nel collaudato schema narrativo qualche idea di fresco conio. Come il ribaltamento della banda dei laureati e della loro mission (impegnata nel primo episodio a produrre smart drugs grazie alle varie competenze dei suoi membri, stufi di vite precarie e ansiosi di godersi i soldi in una vita magari spericolata e sgargiante da rappere e trapper): i quali da fuorilegge che erano passano stavolta al servizio della legge. Succede che una poliziotta (Greta Scarano) offra al capobanda (Edoardo Leo), in cella dopo il non felice esito dell’avventura precedente, di aiutarla a identificare il boss di una nuova pericolosissima droga sintetica. Il capobanda accetta, come no, e la sua prima mossa sarà quella di rintracciare e reclutare i vecchi soci ormai dispersi, cui si aggiungerà qualche new entry sempre pescata nel giro dei cervelli in fuga o sottoutilizzati. Ci si diverte parecchio e si resta abbagliati quanto basta dalla fantasmagoria visiva in cui Sibilia immerge incongruamente ma efficacemente la sua neocommedia italiana. Tutti bravi, anche grazie al disegno preciso dei caratteri.

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