Un film-leggenda stasera (tardi) in tv: LA PISCINA con Alain Delon e Romy Schneider (merc. 3 luglio 2019, tv in chiaro)

La piscina di Jacques Deray, Rai Movie, ore 1,05. Mercoledì 3 luglio 2019. tumblr_nsrdwsxDS21upf45do9_1280Peccato lo diano così tardi, perché questo è davvero un culto assoluto, un film-leggenda . Sì, il film di cui Luca Guadagnino ha tentato più che il remake una riscrittura e reimmaginazione – in my opinion piuttosto riuscito – con ilmolto controverso A Bigger Splash. La piscina è, semplicemente, un caposaldo nella storia dello psycho-thriller, un film che si porta dietro tutte le voglie di oltrepassare la morale, soprattutto sessuale, dei suoi anni (siamo nel 1969) e e le traduce in una narrazione ambiguissima, sospesa, sudata, dove ti sembra di sentire l’odore dei corpi e del desiderio. Stranamente diretto da Jacques Deray che era uno specialista di polar e che qui, pur esondando dal suo genere di riferimento, realizza un colpaccio da storia del cinema. Siamo in Costa Azzurra, terra di ogni dolcezza e anche perversione, nella villa con meravigliosa e molto usata piscina della coppia Jean-Paul e Marianne, lei giornalista, lui scrittore in cerca di successo (era il tempo in cui Alain Delon, con quel fisico e quella travolgente e assoluta bellezza, poteva credibilmente essere sullo schermo uno scrittore, e questo perché scrittore ancora non si identificava con intellettuale sfigato e perdente come oggi). Indovina chi arriva a bordo vasca? Harry, ex di Marianne, con tanto di figlia diciottenne al seguito. Tra i quattro cominceranno seduzioni tacite e incroci desideranti assai pericolosi, finché qualcosa succederà, e niente sarà più come prima. Meravigliosa riuscita anche per via degli attori, semplicemente fantastici. Oltre a Alain Delon, una Romy Schneider al vertice della sua bellezza, che con questo film cominciò la sua seconda e migliore carriera (tornando a fare coppia schermica con Delon, già suo fidanzato: e che coppia, mio Dio). Più il roccioso e sempre inquietante e minaccioso Maurice Ronet, più una strepitosa Jane Birkin quale fanciulla innocentemente perversa, o perversamente innocente. Colonna sonora di Michel Legrand, l’autore delle musiche di Les Parapluies de Cherbourg, per capirci.

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