Il film imperdibile stasera in tv: ANCHE I BOIA MUOIONO di Fritz Lang (giov. 4 luglio 2019, tv in chiaro)

Anche i boia muoiono di Fritz Lang, Rete Capri (122 dt), ore 21,00. Giovedì 4 luglio 2019.
cebaceb1ceb9-cebfceb9-ceb4ceaecebcceb9cebfcf85-cf80ceb5ceb8ceb1ceafcebdcebfcf85cebdRobusto, e foschissimo, film del Fritz Lang americano. Che nell’anno 1943, mentre il paese in cui abita e lavora è in guerra contro il suo paese d’origine (lasciato dieci anni prima), realizza questo Anche i boia muoiono che può essere visto come un’opera di propaganda assai tipica del periodo. Propaganda antitedesca, of course. Ma Lang piega il genere alle sue ossessioni per mettere in scena come sempre, e anche di più, il suo teatro del male pieno di ombre, e di crimini e misfatti. Il boia del titolo è il davvero terribile Reinhard Heydrich, uno dei gerarchi nazisti più spietati, sempre che si possa stabilire in quel contesto una scala di ferocia. Fu lui a dirigere la conferenza di Wansee del 1942 in cui si pianificò con teutonica precisione lo sterminio degli Ebrei d’Europa, l’organizzazione dei campi e dei trasporti ferroviari. Come s’è visto nel film Conspiracy del 2001, dove a interpretarlo era un eccellente Kenneth Branagh. Dopo quel famigerato vertice Heydrich diventa governatore del protettorato di Boemia e Moravia, dove mostra subito la sua inflessibilità. Verrà ucciso pochi mesi dopo, nel giugno 1942, in un attentato dei resistenti cecoslovacchi. Uno dei casi più clamorosi della guerra clandestina contro il nazismo. Il film di Fritz Lang ricostruisce, romanzando e avventurando abbastanza, l’uccisione di Heydrich, ed è l’occasione per il gran regista di confrontarsi con i demoni del suo paese, con i propri fantasmi di esule e la propria identità ebraica. Angosciosissimo, già anticipando quei film resistenziali e anche postespressionisti del cinema polacco e centroeuropeo anni Cinquanta-Sessanta (Cenere e diamanti, I dannati di Varsavia ecc.). A rendere ancora più irrinunciabile Anche i buoia muoiono è la collaborazione allo script di Bertolt Brecht, pure lui a quel tempo rifugiato in America, e le musiche sono del brechtiano Hans Eisler. Il film di culto è pronto. Con Brian Donlevy e Walter Brennan.

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