Un film imperdibile stasera in tv: ESTATE VIOLENTA di Valerio Zurlini (sab. 6 luglio 2019, tv in chiaro)

Estate violenta di Valerio Zurlini (1959), Rai Storia, ore 21,10. Sabato 6 luglio 2019.
Zurlini, il grande outsider del nostro cinema nella sua più sfolgorante stagione, quella tra Cinquanta e primi Settanta. L’incompreso, il sottovalutato. Anche, un fuori rango e casta per naturale, genetica incapacità di adeguarsi alla medietà, fosse estetica o ideologica o solo esistenziale. Un grandissimo, altroché. Che ebbe la sfortuna di lavorare al tempo dei giganti, i Fellini, gli Antonioni, i Visconti, i Rossellini, i De Sica, dunque inevitabilmente da loro messo in ombra, oscurato. A riguardare oggi i suoi film, tutti, si resta abbagliati dalla visione assolutamente personale di Zurlini verso la Storia, le storie, le vite, con un’attenzione all’umano mai sacrificato ai grandi eventi, mai diluito e annullato nel flusso della collettività. Cinema di individui, mai di manichini cui appendere messaggi di vario impegno. E che cultura figurativa: come pochi, quasi nessuno, nemmeno in quei tempi di titani. Ricordo che quando qualche anno fa a Locarno diedero, nell’ambito della retrospettiva Titanus, il suo Cronaca familiare, gli stranieri che poco lo conoscevano restarono sbalorditi, sopraffatti da tanta bellezza (citazioni di Rosai e altri signori della pittura primonovecentesca) e dal pathos quasi insostenibile benché mai degradato in sentimentalismo. Il mélo trattenuto e imploso è stato uno dei suoi registri più praticati, una delle cifre identificative del suo fare cinema. Fino da questo suo secondo film, Estate violenta, anno 1959, arrivando poi al supremo risultato di La prima notte di quiete. L’estate violenta del titolo è la terribile estate italiana del ’43, guerra in corso e inclinante verso la sconfitta, fascismo ormai morente, tedeschi sempre più arroganti e padroni. L’estate del 25 luglio in cui fu dichiarato morto dal Gran Consiglio il fascismo (che purtroppo non morì allora, ma due anni dopo) e culminata nell’8 settembre, il giorno del tutti a casa, del caos nazionale e istituzionale, della morte della patria. Ma quell’estate viene raccontata da Zurlini, in assoluta coerenza con la sua visione etica ed estetica, attraverso le storie minime e qualunque benché assai emblematiche del ragazzo Carlo Caremoli e della giovane vedova Roberta Parmesan. Figlio di un gerarca del fascio, Carlo è riuscito a schivare la chiamata in guerra e trascorre con i suoi sodali le vacanze a Riccione, la spiaggia della borghesia adriatica e del regime (Mussolini aveva una casa lì e non era così difficile avvistarlo in spiaggia e fuori: come racconta Giorgio Bassani in Gli occhiali d’oro). Conoscerà Roberta, madre di una ragazzina, vedova di un aviatore scomparso in guerra, e dopo molte esitazioni sarà quelle che chiamiamo passione e amore. Ma non si può tenere troppo lontana da sé la Storia, che difatti torna a esigere il suo prezzo ponendo Carlo di fronte a un scelta dolorosa. Un film che parla di guerra e di fascismo ma che, diversamente dai molti titoli sugli stessi temi di quella stagione tra fine Cinquanta e primi Sessanta, non proclama esplicitamente il proprio impegno antifascista e resistenziale. Sia Carlo che Roberta sono figli del loro tempo e del loro ambiente di appartenza, sono se non fascisti certo neppure antifascisti. Tipici caratteri di quella zona grigia che possiamo dire afascista, italiani come ve ne furono tanti, forse la maggioranza. Il dissenso, se di dissenso si può parlare, di Carlo e Roberta sta tutto nelle loro scelte esistenziali, nel porsi contro tutti attraverso il loro amore irregolare, disperatissimo e votato all’impossibilità. E che attori. Jean-Louis Trintignant, che allora passava da un capolavoro ialiano all’altro (vedi anche Il sorpasso) è il ragazzo, una meravigliosa Eleonora Rossi Drago nell’interpretazione della vita è Roberta.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.