Film stasera in tv: NON SPOSATE LE MIE FIGLIE! (lun. 8 luglio 2019, tv in chiaro)

Non sposate le mie figlie!, Rai 1, ore 21,25. Lunedì 8 luglio 2019.
Clamoroso successo in patria (la Francia), solito incerto successo da noi. No, il nostro non è un paese per film francesi, soprattutto quando si tratta di commedie. Eppure questo Non sposate le mie figlie! affronta, benché nei toni di una comicità anche greve, anche grossier, uno dei temi sensibili dell’oggi che riguarda assai da vicino pure noi italiani: la multiculturalità, il complicato amalgama tra diverse appartenenze etniche, culturali, religiose in questa nostra sempre più torva Europa. Film adorato dal pubblico francese, ma ovviamente maltrattato dalla critica in quanto reo di uso e abuso di cliché, pregiudizi, idées reçues. Eppure Non sposate le mie figlie! (e il suo sequel, uscito qualche mese fa) io lo difendo. Perché almeno il coraggio ce l’ha di andare dritto al cuore del problema, visto che la convivenza tra culture diverse è faccenda complicata che non possiamo rimuovere con il solito irenismo da anime belle.
Dunque: Claude è un agiato signore di mezza età che vive con la moglie Marie in un villaggio della Francia più profonda. Lui, cattolico praticante (non si sa quanto credente) e di visioni politiche conservatrici, si ritrova con tre figlie maritate rispettivamente a: un ebreo, un orientale forse buddista, un francese di origine algerina naturalmente musulmano. Le ragazze son felici con i loro mariti, certo con qualche inevitabile baruffa da giovane coppia. Ma per Claude non è così semplice trovare la giusta misura e la giusta distanza o vicinanza con quei giovani uomini che da mondi a lui alieni sono cascati nella sua vita attraverso le scelte delle figlie. E benedice Iddio quando apprende che la quarta figliola si è innamorata di un cattolico. Solo che trattasi di un ragazzo della Costa d’Avorio, sicché Claude deve ancora una volta misurarsi con l’altro. Scoprendolo poi non così altro. Si ride molto. Non aspettatevi finezze, anche se gli autori riescono a manipolare la complicata materia con una certa arguzia. Politicamente scorretto? Sì, forse, ma che importa. Christian Clavier perfetto quale francese medio travolto ma non sconfitto dal nuovo che avanza.

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