Film stasera in tv: BLACK BUTTERFLY (dom. 14 luglio 2019, tv in chiaro)

Black Butterfly, Rai 3, ore 21,30. Domenica 14 luglio 2019.
Claustrofobico thriller con due maschi alfa protagonisti – il giovane e il meno giovane – che si fronteggiano in un gioco al massacro psicologico e anche fisico dove non sappiamo più chi sia il carnefice e chi la vittima, chi il gatto e chi il topo. Avete in mente l’immortale Gli insospettabili di Joseph Mankiewicz, remakizzato col titolo Sleuth una decina di anni fa da Kenneth Branagh con Jude Law e su sceneggiatura nientedimeno che del premio Nobel Harold Pinter? Ecco, se quello è l’irraggiungibile modello, questo Black Butterfly ne è una copia comunque dignitosissima. Produzione americam del 2017 ispirata a un precedente film televisivo francese, è molto meglio di come l’hanno dipinto molte recensioni malevole e annoiate alla sua uscita nei nostri cinema. Oltretutto con un Antonio Banderas già ingrigito, già invecchiato, già bravissimo e pronto per la performance di Dolor y Gloria. Paul Lopez è uno scrittore di origine ispanica sprofondato nella solita crisi dello scrittore con blocco. Alcolista, escluso ormai dai giri importanti, si è ritirato in un casa tra le montagne. Intanto, un serial killer colpisce giovani donne e l’allarme e la paranoia in paese raggiungono il livello di guardia. In questo clima di minaccia Paul incontra il giovane, misterioso vagabondo Jack, gli offre ospitalità dopo che lo ha aiutato in una rissa. Sarà convivenza vigile e corrosa da sospetti reciproci. Paul troverà in Jack e nella sua vita l’ispirazione, forse, per un nuovo libro. Ma l’ospite si rivelerà di una furia pericolosa, e i dubbi che sia lui il serial killer cominceranno a prendere corpo. Basta così, il resto va scoperto in corso di visione. I colpi di scena sono multipli e l’ultimo davvero spiazzante. In my opinion un prodotto più che discreto, con la giusta tensione e la giusta dose di ambiguità, grazie a Antonio Banderas e al serpentesco, disturbante Jonathan Rhys-Meyers capaci di aggiungere dosi massicce di sottinteso e non detto a quanto vediamo e ascoltiamo. Perché questo è anche un film sulla scrittura come pratica vampiresca e manipolatoria, come uso improprio delle vite degli altri, benché non sia chiaro chi sia davvero il vampiro e il vampirizzato.

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