Flm stasera in tv: IL TRADITORE TIPO, da John le Carré (dom. 14 luglio 2019, tv in chiaro)

Il traditore tipo di Susanna White, Cielo, ore 21,20. Domenica 14 luglio 2019.

Finita la Guerra Fredda, John le Carré ha continuato a dipanare nelle sue sempre magistrali (benché talvolta ideologicamente ossificate e manichee) narrazioni romanzesche i grovigli di un mondo contorto, opaco, complesso. Dove, caduto il Muro, la storia non finisce come aveva erroneamente profetizzato da Fukuyama ma si rimette in moto vorticosamente con una pluralità di poteri in competizione, compresi quelli criminali e terroristici. Il traditore tipo è esemplare di questo le Carré postmoderno, con potenze, ex potenze, subpotenze, mafie internazionali, servizi segreti ad agire e misurarsi su più scacchieri geopolitici. Purtroppo questo film del 2015, pur contando su un ottimo cast (Ewan McGregor, Naomie Harris e un grandissimo Stellan Skarsgård) e un buonissimo script di Hossein Amini – il regista di I due volti di gennaio -, risulta essere alla fine solo un diligente lavoro senza troppe ombre, senza l’ambiguità e stratificazione necessarie, per colpa di una regia anonima e mediocre della non così nota Susanne White. Il cinema spionistico anglofono torna a Marrakech, quasi in un omaggio oltre sessant’anni dopo a L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock. Coppia inglese in vacanza nella capitale turistica del Marocco per ritrovare un’armonia perduta, lui, Perry, docente di letteratura, lei, Gail, avvocato di successo, di un  successo che ha progressivamente messo in ombra il marito. Nel loro hotel (sarà il Mamounia?) fanno conoscenza e vengono quasi adottati come amici da Dima, un travolgente satrapo russo che scopriremo essere il banchiere e riciclatore di una compagine mafiosa. In difficoltà con i suoi mafiosi-padroni, e temendo per sé e la sua famiglia, Dima intende chiedere protezione ai servizi britannici e incarica l’insospettabile Perry di consegnare all’MI6 una chiavetta Usb con dentro rivelazioni esplosive. Naturalmente sarà l’inizio di un partita complicata dove chi sbaglia una mossa muore, partita i cui saranno coinvolti loro malgrado anche Perry e Gail, secondo il collaudato schema – vedi Intrigo internazionale- degli ordinary people immersi e costretti a cose straordinarie. La macchina narrativa, con i suoi twist, le rivelazioni e i rovesciamenti, i giochi dela verità e della menzogna funziona molto bene. Si comincia  a Marrakech, si finisce nel freddo delle Alpi svizzere. Se solo ci fosse stata una regia più inventiva e meno qualunque.

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