Il film imperdibile stasera in tv: I COMPLESSI (merc. 17 luglio 2019, tv in chiaro)

I complessi di Dino Risi, Franco Rossi, Luigi Filippo d’Amico, la7, ore 22,30. Mercoledì 17 luglio 2019.
Uno dei titoli migliori della gloriosa stagione anni Sessanta dei film a episodi all’italiana. Dove i registi della nostra commedia e altri che alla commedia si prestavano per l’occasione si cimentavano nella misura breve, in un esercizio acrobatico di economia narrativa da cui scarìturivano ritratti fulminanti e perfetti dell’antropologia italiana e italo-romana. In questo I complessi – anno 1965 – la profusione di talenti e impressinante: gli sceneggiatori si chiamano Leo Benvenuti, Pieo de Bernrdi, Marcello Fondato, Ettore Scola, Rodolfo Sonego, Ruggero Maccari. I registi Dino Risi, Franco Rossi e Luigi Filippo d’Amico, a dirigere tre dei quattro boss dell’italian comedy (manca solo Vittorio Gassman): rispettivamente Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi. Credits che a scorrerli oggi fan venire i brividi (facendo scattare l’inevitabile nostalgia). Dei tre episodi il più conosciuto è quello con Alverto Sordi detto Il dentone, un determinatissimo signore dalla dentatura sovradimensionata e per niente telegenica che però non esita a presentarsi al concorso Rai per un posto di lettore di telegiornale (figura oggi impensabile, il che dà l’idea di come siano cambiati i format informativi da allora). Benché sia l’unico non raccomandato in una selva di protetti, riuscirà a sbaragaliare tutti superando ogni possibile e impossibile test. E i costernati funzionari Rai, nostante quella sua disarmonia fisiognomica, saranno costretti a dargli ilposto. Alberto Sordi è semplicemente travolgente, su un copione suo e del geniale, intimamente irregolare, Rodolfo Sonego. Ma Guglielmo il dentone è da vedere per come apre uno squarcio sulla Rai mitologica di allora attraverso comloarsate specialissime, dalla madre di tutte le vallette Edy Campagnoli alle sorelle Kessler e al professsor Cutolo.
Ma anche gli altri due episodi sono imperdibili per come restituiscono in un vlocissimo tratteggio quel’Italia e quel tempo. In Una giornata decisiva Dino Risi dirige un Nino Manfredi che, nel corso di una gita aziendale, cerca di conquistare la collega da tempo segretamente desiderata: naturalmente sarà un susseguirsi catastrofico di errori, goffaggini, atti mancati fino all’inesorabile non-lieto fine. E però oggi la scheggia più interessante del trittico è, per come racconta certa nostra antropologia e sfiora un tema allora tabuizzato quale l’omosessualità, Il complesso della schiava nubiana, regia del Franco Rossi della meravigliosa Odissea televisiva. Con un Ugo Tognazzi padre di famiglia assai perbene e devoto che scopre con disperazione come in un lontano peplum la moglie sia comparsa per un attimo a seno nudo(nel ruolo di una schiava nubiana, per l’appunto). Tenterà di tutto per far sparire quel fotogramma compromettente e salvare l’onore, finirà beffato e distrutto. Tutto in uno splendente bianco e nero.

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