Un magnifico Spielberg stasera in tv: MUNICH (dom. 18 agosto 2019, tv in chiaro)

Munich, la7, ore 21,15. Domenica 18 agosto 2019.
In my opinion, uno dei migliori film di sempre di Steven Spielberg, regista eclettico e di altalenante qualità, moneymaker come pochi, re-inventore di generi, cine-autore colossale ma anche schiavo spesso di una visione del cinema (e della realtà, e della storia) fastidiosamente edulcorata e semplificatrice. Regista comunque fondamentale, che qualcuno un giorno o l’altro dovrà pur analizzare e affrontare in tutte le sue macroscopiche contraddizioni e ingombranti implicazioni. Munich è del 2005, scritto in collaborazione con il Tony Kushner di Angels in America che per Spielberg ha sceneggiato anche il nuovissimo, e stando ai critici Usa assai notevole, Lincoln, un’accoppiata, dunque, vincente e di qualità garantita. Coi modi e i linguaggi apparenti dell’action, regista e scneggiatore ricostruiscono l’ormai storico assalto del commando palestinese di Settembre Nero al villaggio olimpico di Monaco nel 1972, con la cattura e presa in ostaggio di undici atleti di Israele. Seguiranno blitz falliti, tentativi di espatriare con gli ostaggi, e massacro finale che sfiorerà i venti morti, comprendendo insieme agli atleti israeliani cinque terroristi e un poliziotto tedesco. Il film è spezzato in due, con la prima che ripercorre i fatti di Monaco e la seconda con un commando del Mossad in azione allo scopo, su precisa direttiva del primo ministro Golda Meir, di scovare il numero più alto possibile di responsabili dell’assalto e di ucciderli. Vendetta? Rappresaglia? Il film, che portò a galla molti retroscena rimasti taciuti e celati negli archivi dei servizi segreti, suscitò allora – era il 2006 – l’inevitabile dibattito. Spielberg e Kushner non calcano la mano, il commando così come lo rappresentano non è composto da eroi o uomini assetati di vendetta, ma da gente che persegue una missione di giustizia. Evidente la simpatia di Spielberg per Istraele, ma la bollente materia è trattata con sguardo partecipe eppure pmai ideologico. Visto come puro action, è un gran film, di quelli che ti inchiodano alla poltrona, genere Argo per capirci. Non fu molto amato dal pubblico. Ormai in Occidente i pregiudizi anti-israeliani erano così radicati e diffusi che perfino a un signore del box office come Spielberg non riuscì l’impresa di sfondare sul mercato con questo film. Bel cast, davvero, con Eric Bana capo del commando (chissà perché un attore come lui si è poi un po’ perso), Daniel Craig pre-Bond e perfino Mathieu Kassovitz, il regista di L’odio. In ruolo collaterali ci sono anche Valeria Bruni Tedeschi e Hiam Abbas, attrice arabo-palestinese (ma, credo, nata in Israele).

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