16 film stasera in tv (lun. 23 settembre 2019, tv in chiaro)

‘Allied’ di Robert Zemeckis

‘Effetti collaterali’ di Steven Soderbergh

Gillo Pontecorvo sul set di ‘La battaglia di Algeri’

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Il diavolo è femmina di George Cukor, Rete Capri (canale 122 dt), ore 21:10.
L’uomo che amò Gatta Danzante di Richard C. Satafian, Rai Movie, ore 21:10.
Sapore di mare 2 – Un anno dopo di Bruno Cortini, Iris, ore 21.14.
L’uomo della pioggia di Francis Ford Coppola, la7, oe 21:15.
Rambo di Ted Kotcheff, Italia 1, ore 21:19.
Il Grinta dei fratelli Coen, Cielo, ore 21:20.
007 – Octopussy Operazione Piovra, Tv8, ore 21:25.
Il penultimo James Bond (e meno male) di Roger Moore, in my opinion il più insopportabile 007 di sempre. Qui si parla di Cuba castrista, di impero sovietico, di Afghanistan, ma son solo pretesti per la buffoneria del signor Moore. Octopussy è un signora del circo che si circonda di sole donne (in quel criptolesbismo che era anche della Pussy Galore di Missione Goldfinger). C’è Kabir Bedi.
Aspirante vedovo, Nove, ore 21:25.
Tutto parla di te di Alina Marazzi, Rai 5, ore 22:15.
Wichita di Jacques Tourneur, Rai Movie, ore 23:15.
Western del 1955 con al centro la figura leggendaria di Wyatt Earp, l’uomo della sfida all’Ok Corrall (e della ‘Sfuda infernale’ di John Ford). Qui Earp arriva nella città di Wichita sconvolta da guerra tra bande e delitti: gli verrà offerta la carica di sceriffo perché riporti la legge e l’ordine e naturalmente non si tirerà indietro. Ma la ragione vera per vederselo è che il regista è Jacques Tourneur, maestro del cinema noir-fantastico e eclettico autore al servizio degli studios per film, letteramente, di ogni genere.
Demolition Man, Italia 1, ore 23:19.
Allied, un’ombra nascosta di Robert Zemeckis, Paramount Channel, ore 23:20.
Gente di Roma di Ettore Scola, Zelig tv, ore 23:20.
Penultimo film di Ettore Scola (l’ultimo Che strano chiamarsi Federico, un docufiction su Fellni, è del 2013) maktrattato da critici istituzionali e non, trascurato dal pubblico, comsiderato il lavoro senile e devitalizzato di un autore che aveva già dato tutto. Ma come sucede semore con i grandi veri anche le opere minime o meno riuscite meritano la visione. E allora cerchiamo di scorgere il tocco di Scola in questo affresco, in questa raccolta di frammenti narrativi tenuti insieme dall’unità di luogo di un autobus che percorre Roma. Salgono tipi umani e romani di vario genere a comporre forse – forse – il racconto di una città, il romanzo di una capitale sempre sull’orlo del collasso. Gran cast, dagli imperdibili e davvero in una performance testamentaria Arnoldo Foà e Fiorenzo Fiorentini a una delle attrici-feticcio di Scola, Stefania Sandrelli, a Valerio Mastandrea.
Pat Garrett e Billy Kid di Sam Peckinpah, Rai Movie, ore 0:45.
Effetti collaterali di Steven Soderbergh, Rete 4, ore 0:53.
La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, Iris, ore 1:33.
Chissà a rivederlo oggi che effetto fa. Dico: non esiste film più legato al suo tempo di questo, più impregnato dello spirito dei suoi anni. Che erano quelli, qui in Occidente, del terzomondismo, della rivolta anticapitalista, della solidarietà ai dannati della terra vittime del primo mondo (cioè il nostro). La battaglia di Algeri, Leone d’oro a Venezia nel 1966, rievoca la guerra e la guerriglia di indipendenza algerina contro i francesi con la massima simpatia per gli insorti. Pontecorvo non ha esitazioni e si schiera tutto dalla parte degli algerini. Il che gli procurò un successo immenso in tutti i paesi extraeuropei e l’ostracismo in Francia. Ma a colpire allora fu anche lo stile semidocumentaristico adottato, da cinéma vérité, di impressionante verosimiglianza e aderenza alla materia raccontata. Un film unico, un oggetto filmico anomalo che Pontecorvo non riuscirà mai più a ripetere. Datato. Anche perché, rivedendo oggi questo inno all’Algeria indipendente, non possiamo non pensare alla tragedia che avrebbe successivamente investito il paese, quella guerra civile da 150mila morti si èsoenta non molti anni fa. Assolutamente da vedere, soprattutto dopo che il Nord Africa è tornato prepontemente al centro della scena politica e geopolitica con le rivolte di Tunisia, Egitto e Libia e successive evoluzioni e involuzioni. La battaglia di Algeri si configura ormai come un classico iprescindibile che, nel suo miscelare cinema verità e ricostruzione fictionalizzata, continua a ispirare ogni film combattente e di rivolta proveniente dai paesi extraoccidentali.

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