Film stasera (tardi) in tv: MATADOR di Pedro Almodóvar (merc. 25 sett. 2019, tv in chiaro)

Matador di Pedro Almodóvar, Cielo, ore 0:45. Mercoledì 24 settembre 2019.tumblr_ls16g2wehg1qdf3xzo3_1280

movie-matador-pedro-almodovar-1986-www.lylybye.blogspot.com_46Uno dei grandi film del primo Almodóvar, quello selvaggio, esplosivo eppure rigoroso degli anni Ottanta, non ancora monumentalizzato e istituzionalizzato quale faccia, bandiera, simbolo ufficiale della Nuova (ora invecchiata) Spagna movidesca e post-franchista. L’Almodovar migliore e quello che amo di più. Matador, del 1986, è forse il suo film più bello di sempre insieme al capolavorissimo La legge del desiderio, quello in cui l’Eros fuori controllo – elemento così centrale per il regista – sbatte contro il suo antagonista, e opposto speculare, Thanatos. Già mettere al centro della narrazione un torero è non solo un richiamo a una tradizione nazionale, a un tratto dell’antropologia spagnola, ma l’evocare una cerimonia del sangue e della morte attraverso il suo sacerdote-celebrante. Diego è un matador ritiratosi dopo una ferita nell’arena con il vizio segreto e perverso degli snuff movies. Arriva da lui per apprendere la tauromachia Angel, un ragazzo oppresso da una madre tirannica dell’Opus Dei (ah, l’anticlericalismo iberico e buñueliano!) che attraverso quelle lezioni vorrebbe rinsaldare la sua precaria identità virile. Soffre di impotenza, e sarà questo a salvare una ragazza quando lui tenterà di stuprarla. Arrestato, Angel si autoaccusa di una serie di delitti di cui in realtà è innocente. Tutto si salderà in un nodo drammatico dai risvolti gialli e assai hitchcockiani (mica per niente Angel soffre di vertigini, come il Jimmy Stewart di La donna che visse due volte). Apprenderemo che il misterioso assassino è una donna-mantide che seduce gli uomini per poi colpirli dopo l’amore con un pettine-pugnale nascosto tra i capelli. Almodóvar compone un film rigoroso come un teorema, dove la tesi da dimostrare, e dimostrata, è che il piacere e la sofferenza sono parenti stretti, alleati inestricabili. Matador è anche, da parte sua, un’immersione e un attraversamento dell’anima spagnola e delle sue pulsioni profonde incarnate nel rito feroce e insieme composto, prosciugato, della corrida. Un film quasi astratto, dove il fiammeggiare del melodramma viene subito spento nell’approccio glaciale ai personaggi e al racconto. Con Antonio Banderas (parecchio prima di Hollywood), Assumpta Serna e Nacho Martinez. Carmen Maura, allora attrice feticcio del regista, è la psicanalista che si prende in cura il tormentato Angel.

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