Film stasera in tv: A UNITED KINGDOM: l’amore che ha cambiato la storia (giov. 26 sett. 2019, tv in chiaro)

A United Kingdom: l’amore che ha cambiato la storia di Amma Asante, Rai Movie, ore 21:10. Giovedì 26 settembre 2019.
Uscito un due-tre anni fa e passato, almeno in Italia, nella più assoluta indifferenza. E invece film non privo di un qualche interesse, soprattutto quando si discosta dal romeogiuliettismo enfatizzato dal solito, banalizzante sottotitolo italiano (l’amore che ecc. ccc.) per andare a leggere lo sfondo ambientale, storico, antropologico entro cui si inscrive la storia dei suoi protagonisti. Trattasi di fatti veri successi nell’immediato dopoguerra (intendo: post WWII) tra Inghilterra e Africa, per la precisione Botswana, allorquando, studente a Londra, l’erede al trono di quel paese sotto protettorato britannico e confinante con il troppo potente vicino Sud Africa si innamora di ua ragazza inglese di modesta estrazione. Ricambiato. Tutti contro, i parenti di lei – figuriamoci, un africano per quanto principe come genero -, ma pure quelli di lui che, ossequienti alla tradizione tribale, mal vedono l’intrusa e vorrebbero per il rampollo una ragazza della sua stessa appartenenza. Ma Seretse Khama e Ruth Williams terranno duro, si sposeranno, lei andrà a vivere nel Botswana prendendo molto sul serio il suo nuovo ruolo di consorte del princioe ereditario. Sarà solo l’inizio di una vita a due tormentatissima per la quantità di ostacoli che man mano dovranno affrontare. Quel matrimonio non piace all’élite nera del Botswana, ancora meno piace ai vicini sudafricani che proprio in quella fase stanno per mettere a punto la forma più dura di apartheid. Intanto la Gran Bretagna cerca di non fare esplodere le contraddizioni e arginare la devastante crisi politica che si prospetta in quel quadrante geopolitico tanto strategico. Purtroppo il film accentua oltre il consentito l’aspetto mélo – e anche politicamente correttissimo – della coppia mista in lotta contro il mondo e perde la grande occasione di affondare davvero la lama dell’analisi critica nelle relazioni tra dominatori coloniali e dominati africani, nell’etnocentrismo che è sì bianco ma anche, con altrettanta forza, nero. Ne esce un film edificante, quando invece sarebbe potuto diventare un inno alla legge destabilizzante del desiderio. Ottimi i due interpreti, Rosamunde Pike e Daniel Oyelowo (era Martin Luther King in Selma).

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