Film stasera in tv: WAR HORSE di Steven Spielberg (mercoledì 2 ottobre 2019, tv in chiaro)

War Horse di Steven Spielberg, la7, ore 21:15. Mercoledì 2 ottobre 2019.
85304_gal 85310_galLiquidato al suo apparire – anno 2011 – come un edificante e ruffiano film per ragazzi (però, temo, ragazzi di una volta, prima di ogni videogame e ogni tecnologia, ragazzi come non ce ne sono più), è invece un film che merita rispetto, e una visione. Spielberg è Spielberg, uno dei più grandi narratori del cinema delle ultime decadi, uno che l’arte dell’entertainment la conosce come nessuno, e dunque le sue cose non sono mai da sottovalutare. Tantomeno questo film, che in forma di grande romanzo popolare mette in scena gli orrori di quel massacro su scala gigante che fu la prima guerra mondiale, un trauma che ancora sta lì, nell’inconscio dell’Europa, e non si è mai sanato. Storia anche di un ragazzo di nome Ted – il che è molto spielberghiano, e del suo amico, un cavallo meraviglioso di nome Joey. Lo acquista il padre (siamo nell’Inghilterra profonda e rurale dei primi del Novecento) e per Ted è subito amicizia e passione per quell’animale così difficile, così ombroso e ribelle. Che diventerà il compagno di una vita. Sopporterà prove durissime, Joey. Finché verrà venduto, nella disperazione di Ted, perché venga impiegato in operazioni di guerra. Ma anche il ragazzo finirà là, oltremanica, tra le trincee, nel fango e nel sangue. Succederà di tutto, al ragazzo e al cavallo, separati, ma con destini che un giorno finiranno con l’incrociarsi di nuovo. Tratto da un bestseller di Michael Morpurgo da cui è stato poi ricavato, prima di questo film, uno spettacolo teatrale di immenso successo sulle scene londinesi (e che ho visto al cinema trasmesso dal londinese National Theatre). Spettacolo magnifico, insieme popolare e aristocratico, con grandi cavalli-marionette manovrati a vista che riempiono la scena e gli occhi e gli anfratti empotivi dello spettatore come non ci si aspetterebbe mai. Spielberg ovviamente non può replicare la magica inconsistenza e volatilità della messinscena teatrale, i suoi cavalli sono naturalisticamente veri, non grandi invenzioni scenografiche. Ma ce la fa lo stesso a restituirci il senso di esistenze umane e animali travolte dalla mattanza, dall’insensatezza della guerra. Cast che allinea molti dei talenti britannici. Accanto al protagonista Jeremy Irvine ci sono Emily Watson, Tom Hiddleston (lo adoro), Benedict Cumberbatch, Peter Mullan, David Thewlis. Più, arrivato dalla Francia, Niels Arestrup.

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