Film stasera in tv: Bulli e pupe. Storia sentimentale degli anni ’50, un docu di Steve Della Casa e Chiara Ronchini (martedì 2 otobre 2019, tv in chiaro)

Bulli e pupe. Storia sentimentale degli anni ’50, docufilm di Steve Della Casa e Chiara Ronchini. Rai Storia, ore 21:10, mercoledì 2 ottobre 2019.
Trova la sua giusta collocazione e la sua naturale destinazione in Rai Storia questo docufilm presentato l’anno scorso in anteprima al Torino Film Festival (e da me perso): diretto da un nome illustre della critica- della critica meno istituzionale e paludata e più curiosa -, come Steve Della Casa (che oltre a critico è molte altre cose, direttore di festival per esempio, storico del cinema). Devo dire che il suo documentario a questo precedente sui musicarelli, Nessuno mi può giudicare, mi aveva illuso (prima di vederlo) e deluso (dopo averlo visto): ottima l’idea di ricostruire gli anni senza pensieri, ma sartà poi vero?, dell’Italia anni Sessanta attraverso il sottogenere del cinema canzonettistico. Ma deludente il risutato per via dei materiali incongrui, di una certa mancanza di rigore nel mettere insieme senza troppo distinguere operazioni cinematografiche di anni e stili e modi profondamente diversi tra loro. Questo Bulli e pupe, titolo preso a prestito dal famoso musical di Joseph Mankiewicz, non l’ho visto, ma doverosamente segnalo basandomi sulle informazioni reperibili online. Trattasi, di ricostruzione della giovenù, la meglio e no, del nostro paese tra anni immediatamente successivi alla seconda guerra omndiale e il 1960. La gioventàd i quell’Italia che incubava l’enorme cambiamento, la mutazione antropologica pasoliniana da paese prevalentemente rurale a media potenza economico-industriale. Steve Dellaa Casa e la co-regista Chiara Ronchini si sono avvalsi di filmati ovviamente dell’Istituto Luce, vero sacrario della nostra memoria, e di altri archivi miscelandoli con pezzi di cinema del tempo: da Due soldi di speranza di Castellani all’indispensabile Poveri ma belli di Dino Risi. Si canta, si balla, si seduce e ci si lascia sedurre, si lavora, si perde il lavoro, si emigra, ci si sposa. Si cresce, ecco. La vita giovane dell’Italia di un decennio (e qualcosa di più) cruciale. Almeno sulla carta, la parte più interessante parrebbe essere il contributo di intellettuali di allora, Goffredo Parise, Luciano Bianciardi, Guido Calogero: attraverso citazion delle loro opere e talvolta attraverso le loro testimonianze-video.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.