Film stasera in tv: NOVECENTO (parte I e II) di Bernardo Bertolucci – sabato 26 ottobre 2019, tv in chiaro

Novecento – parte I e II di Bernardo Bertolucci (durata 303 minuti), Rai Movie, ore 21:10. Anche su RaiPlay.
Sui vari siti Rai, compreso quello di Rai Movie, non vengono fornite ulteriori delucidazioni, sicché è difficile capire se la versione che potremo vedere stasera sia quella che andò in sala a suo tempo o quella restaurata un paio di anni fa (e poi distribuita nel circuito arthouse) dal Cinema Ritrovata di Bologna con tutti i tagli recuperati e ricuciti. Dalla durata annunciata, 303 minuti, parrebbe quella circolata nei cinema italiani nel 1976/77.
Stefania_casini_novecento1900Confesso: non l’ho mai amato. E ancora meno l’ho amato dopo averlo rivisto un anno e mezzo fa (circa) nella sua versione restaurata e reintegrata dei tagli precedenti. Funziona meglio nella sua prima parte, nell’epopea contadina del primo Novecento e nel simmetrico, speculare melodramma borghese-padronale, assai meno nella seconda, così smaccatamente politica e ideologica, di un’ideologia datatissima e obsoleta già in quegli anni Settanta, quando Bernardo Bertolucci mette in scena la rivoluzione contadina nella Bassa, dispiega bandiere rosse grandi come poderi a mezzadria, dipinge fascisti cattivissimi e pervertiti. Epperò, sempre, uno spettacolo gonfio, magniloquente e ipnotico come certi film di propaganda sovietici anni Venti (cui chiaramente si ispira), film al quale non credi mai ma al cui potere fascinatorio finisci con il cedere. Un Via col vento risciacquato, più che nel Po, nelle sacre acque russosovietiche del Volga e del Don però prodotto, e qui sta l’astuzia bertolucciana, con i dollari degli americani che, dopo il successo mondiale di Ultimo tango a Parigi, gli concessero tutto. La storia dell’Emilia alternativamente rossa e fascia che si sviluppa intorno alle vite vicine, intrecciate ma opposte per destino e appartenenza sociale, dei due amici d’infanzia Alfredo, figlio di agrari, e del contadino Olmo. Tutti e due nati lo stesso giorno all’alba del secolo. Si comincia con la morte di Verdi, si finisce con le lotte comuniste dell’immediato dopoguerra, e in mezzo c’è di tutto, c’è la storia italiana di quel tempo. Solo che oggi Novecento funziona, o può funzionare, non tanto per il suo engagement, ma in quanto furibondo melodramma, verdiano all’ennesima potenza, corrusco, turgido come una romanza tenorile. Per quella irresistibile attrazione tra opposti che travalica ogni barriera ideologica, che si fa letteralmente carne nella magnifica coppia Robert DeNiro-Gérard Depardieu (e la scena, assai bertolucciana, di loro due a letto insieme con Stefania Casini ha imprintato generazioni di cinefili). Con loro uno stuolo di nomi altisonanti: Burt Lancaster, Stefania Sandrelli, Alida Valli, Romolo Valli, Dominique Sanda, Sterling Hayden, e Laura Betti e Donald Sutherland quale turpe duo fascistissimo.

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