Due film di Cannes a Milano: ‘Bacurau’ e ‘Il lago delle oche selvatiche’ (al Noir in Festival)

Il lago delle oche selvatiche

Bacurau

Del Noir in Festival, di cui è in corso la prima parte a Como (la seconda a Milano da lunedì 9 dicembre), non dirò molto, a voi scoprire nel programma gli appuntamenti più interessanti. Mi limito a dire che, incastrato com’è tra il milanese Filmmaker e l’appena concluso Torino Film Festival, non so quanto il NiF sia in grado di attirare gli ormai esausti cinefili. Mi rendo conto di come sia difficile trovare il giusto timing anche per problemi organizzativi e logistici, ma non sarebbe stato il caso di posticipare a giorni meno affollati? A questo punto, non avendo la forza di seguire la gran parte delle proiezioni e nemmeno i numerosi e sulla carta interessanti talks con autori e studiosi, segnalo solo due film per me imperdibili, dati a Cannes e chissà quando nelle nostre sale (sempre che escano), e due incontri altrettanto necessari.
Ingresso libero e gratuito a tutti i film e eventi fino a esaurimento posti.

Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, martedì 10 dicembre ore 19,30, Iulm 6 Auditorium.
Non si capisce bene cosa c’entri mai questo visionario e selvaggio neowestern brasiliano dai risvolti politici con il genere noir, ma non è poi così importante (diciamo che le maglie della categoria sono abbastanza larghe da poterci infilare quel che si vuole). Conta invece che Bacurau, dopo aver diviso allo scorso Cannes stampa e pubblico e essersi assicurato il premio della giuria (ex aequo con Les Misérables), sia adesso per la prima volta a Milano a disposizione del pubblico. Firmato da quel Kleber Mendonça Filho – qui in coppia con il suo direttore della fotografia Juliano Dornelles – che sempre a Cannes qualche anno fa si era guadagnato corposi consensi (non il mio) con Aquarius, Bacurau è un altro sguardo sul Brasile che resiste: stavolta attraverso la messinscena barocca e furibonda fino all’esaltazione (e all’estasi) delle traversie di un villaggio entrato nel mirino di misteriosi predatori. Buoni (naturalmente sono gli uomini e le donne del villaggio) contro i malvagi assoldati chissà da chi. Un tripudio di citazioni e omaggi, ma il primo è per il maestro assoluto del Cinema Novo brasiliano Glauber Rocha. Con l’attrice simbolo Sonia Braga nel ruolo di una dottoressa-coraggio alcolista che nessuno riuscirà a fermare.

Il lago delle oche selvatiche di Diao Yinan, mercoledì 11 ore 18,00, Iulm 6 Auditorium. Il film ha un distributore italiano, Movies Inspired, ma non ancora una data di uscita.
Qui invece siamo in pieno, classico noir, benché rivisitato nella Cina di oggi, un paese che dietro la maschera dell’esplosivo successo economico nasconde le sue molte crepe e fratture. Come la presenza di una criminalità organizzata sempre più forte e proterva, in grado di tenere sotto controllo, in una sorta di extraterritorialità, intere zone. Ed è in una di queste aree, intorno al Lago delle oche selvatiche, che si svolge la gran parte di questo crime parente prossimo dei Carné e Duvivier con Jean Gabin come Il bandito della Casbah e Alba tragica. Un malavitoso in fuga da una banda rivale (e dalla polizia) troverà in una donna la speranza di ricominciare. Ma naturalmente niente sarà così facile. Meraviglioso e inventivo per come immerge il noir in atmosfere luride e insieme visionarie fino alla psichedelia. A mio parere uno dei grandi film di Cannes 2019, purtroppo dimenticato dalla giuria in sede di palmarès. Se potete, agguantatelo.

TALKS
Graham Greene: una storia della guerra fredda. Conversazione con Adrian Wootton. Lunedì 9 dicembre ore 10,00, Iulm 6 Sala dei 146.
Direttore di Film London, Adrian Wootton racconta il legame tra un film leggendario come Il terzo uomo di Carol Reed e lo scrittore Graham Greene, che ne scrisse non solo la sceneggiatura ma ne determinò la peculiare, irripetibile atmosfera. Si penetra insomma nel backstage di un capolavoro, parlando di Greene ma anche del contributo fondamentale all’opera di Orson Welles che vi interpretò l’ambiguo Harry Lime, un villain entrato nella storia del cinema.

Una visita al Bates Motel. Incontro con Guido Vitiello, autore del ibro (edito da Adelphi). Mercoledì 11 dicembre ore 11,30, Iulm 6 Sala dei 146.
L’hitchcockiano Psyco come non l’avete mai visto né immaginato. Docente alla Sapienza, giornalista del Foglio, Guido Vitiello rivisita e indaga il Bates Motel dell’efferato delitto-sotto-la-doccia come uno spazio denso di archetipi psichici, rimandi mitologici, luogo delle meraviglie e dell’inconscio. Fino a un disvelamento che ci costringerà a guardare da ora in avanti a Psyco con altri occhi. Molto di più del classico libro di/sul cinema.

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