Il film imperdibile stasera in tv: LA REGINA D’AFRICA di John Huston (mercoledì 11 dicembre 2019, tv in chiaro)

La regina d’Africa di John Hustin (1951). Rete Capri (canale 122 dt), ore 21:00, mercoledì 11 dicembre 2019.
The African Queen è ilnome di una barca che, risalendo un fiume molto somigliante a quello del Cuore di tenebra conradiano, raggiunge i più remori vilaggi interni del Tanganika. Che, al tempo in cui si svolge quanto vediamo – è il 1914, mentre l’Europa sta collassando nella Grande Guerra -, è ancora parte delle colonie tedesche dell’Africa orientale. Al comando della Regina d’Africa il canadese Charlie, disilluso, burbero, assai attratto dall’alcol, finito da quelle parti per chissà quali motivi, che tra i suoim clienti da rifornire ha anche due missionari metodisti inglesi, un fratello e una sorella. Finché la guerra arriverà anche lì, i tedeschi distruggeranno il villaggio dei due missionari, solo lei, Rose, sopravviverà. E sarà Charlie, imbarcandola sul suo boat, a cercare di portarla fuori dalla zona di pericolo. Ma la combattiva Rose ha un obiettivo,raggiumgere il grande lago in cui staziona una nave da guerra del nemico tedesco e distruggerla.
Ecco, mi chiedo oggi chi possa decodificare il complicatissimo sfondo storico in cui si muove il film e ne è il propellente primo (la prima guerra mondiale? in Africa? i tedeschi in Africa?), il dispositivo narrativ. Di scuro resta accessibile e massimamente godibile la vicenda che da quelle premesse si dipana, la inizialmente impossibile coabitazione tra il rude Charlie e la zitellesca, rigorosissima, inscalfibile Rose: tutto li separa, educazione, modi, valori primi di rierimento, creando battibecchi, mugugni, scontri a ripetizione. Dialoghi mirabili e scintillanti, una Bisbetica domata su un lontano fiume africano con i due protagonisti stretti sulla stessa barca (e indovinate come andrà a finire). Intorno la natura bella e ostile, sullo sfondo i cattivi tedeschi (il film, del 1951, punta parecchio sullìuso e abuso del cliché del cattivo tedesco cattivo, sfruttando abilmente la scia e la memoria dell’allora, al tempo del making del film intendo, fresca seconda guerra mondiale). E poi loro due, Humphrey Bgart e Katharine Hpebirn, due leggende qui al loro vertice, in un duello memorabile. Per lui fu Oscar, per lei solo nomination. Alla regia John Huston, che sfruttò la location (in Congo, non in Tanganika) per darsi al suo sport preferito, la caccia, anzi, come si diceva allora, la caccia grossa. Fu un set travagliato, ma ne srebbe uscito un film di giganti che ancora oggi seduce.

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