Film stasera in tv: FREE FIRE di Ben Weathley (sab. 21 dicembre)

Free Fire, un film di Ben Weathley (2016). Rai 4, ore 22:57, sbato 21 dicembre 2019.
Porta l’imprimatur come produttore nietedimeno che di Martin Scorsese questa esemplare crime story che avrebbe dovuto segnare – correva l’anno 2016 – il salto di un autore di margine e pure alquanto scomodo come il britannico Ben Weathley al mainstream, benché sempre striato di autorialità. Un cinema comunque più accessibile, anche attraverso il ricorso al genere, dei precedenti film piccoli e maledetti di Weathley come Kill List, il quasi insostenibile per l’ottusa violenza dei suoi protagonisti Killer in viaggio, l’enigmatico e lisergico film storico A Field in England, titolo che non dovrebbe mancare in ogni lista dei migliori di questa decade. Già nel 2015 per la verità Weathley con High-Rise, messa in cinema di una delle tante visioni distopico-allarmanti di J.C. Ballard, si era cimentato con una produzione di budget medio-alta fitta di star, ma stavolta con Free Fire la mossa sembra ancora più decisa. Ne ece un ottimo film per tensione narrativa e abilità registica che ha però il limite di non essere così originale e di apparire derivativo, mentre si fatica a ricnoscere in questa storia simile a molte altre il sigillo di Weathley. Presentato al Torino Film Festival e poi uscito per qualche giorno in qualche sala, non è stato un successo, anzi un flop inequivocabile, congelando per un po’ le aspirazioni del suo regista.
Fine anni Settanta. In un hangar o fabbrica dismessa del Massachusetts si incontrano due bande criminali, una irlandese, una locale. Bisogna trattare la compravendita di un carico di armi e all’inizio, grazie anche alla presenza di una mediatrice, tutto sembra mettersi nel migliore dei modi. Ma la trattativa perfetta man mano si sfilaccia lasciando emergere trame e tradimenti, sfociando in una guerra tra le due bande e poi in massacro. In un’escalation che ricorda ovviamente il mattatoio e la resa dei conti delle Iene, ma anche, per risalire ai padri nobili fondatori del genere, anche il Kubrick di Rapina a mano armata. Di suo Weathley insuffla in una materia già tanto raccontata il senso malsano della violenza, del tutti-contro-tutti, il compiacimento nel mostrare la belva acquattata in ogni umano, giocando parecchio con il kitsch e il laido anni Settanta e con citazioni della blaxploitation e altri B-movies. Cinema nichilista a forte rischio autodistruzione e autocannibalizzazione, comunque da vedere. Con Brie Larson, Armie Hammer, Cillian Murphy.

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