Film stasera in tv: MARY POPPINS (l’originale) – giovedì 2 gennaio 2020

Mary Poppins, Rai 1, ore 21:25. Giovedì 2 gennaio 2020.
No, non lo sciapo e inutile remake dell’anno scorso (infortunio della premiata ditta Disney), ma l’originale, il film fondativo dell’immarcescibile mito Mary Poppins, Anno Domini 1964. Il mondo prima della rivoluzione del ’68 era anche questo, era – intendo – anche questo cinema. Film tranquillizzanti, buoni e buonistici per le happy families della domenica pomeriggio, garantiti dal marchio Disney, dunque scevri da ogni minimo rischio, né contenutistico, né estetico o di stile. Mary Poppins, anno 1964, è l’incarnazione stessa di questo cinema medio e senza punte o asperità. Eppure è cinema smagliante che ha colonizzato le menti anche al di là della nostra stessa volontà e non se n’è andato più via e ancora resiste, ancora riempie e corrobora gli stanchi palinsesti delle tv dicembrine pre-natalizie, ancora – se lo guardiamo senza pregiudizi – in grado di stregarci e soggiogarci con la sua carica fantastica e il suo favolismo arcaico anzi eterno. Io lo amo, e ancora di più amo il successivo film che avrebbe consacrato Julie Andrews, scoperta e lanciata proprio da Mary Poppins, quale stella del musical più dolce e familiar-familista, Tutti insieme appassionatamente. La storia di MP, per chi non se la ricordasse, per chi non avesse mai visto il film: nella Londra Belle Epoque e post-vittoriana, ancora industriale e sporca di fuliggine (Spazza spazza/ Spazzacamin…), che oggi definiremmo steampunk, in una magione borghese arriva la governante Mary Poppins a tenere a bada i due figlioli assai discoli. Riuscirà nell’impossibile missione, mescolando efficienza, musica e canto e balli, verve e fantasia. Numeri in musica che non si possono dimenticare, come Supercalifragilistic-espiralidoso. E lei che volteggia nell’aria e plana col suo ombrello è scena da storia del cinema, non ce n’è. Julie Andrews si prese l’Oscar e per molto tempo non sarebbe più riuscita a scrollarsi di dosso il personaggio della governante canterina, finché arrivò il marito Blake Edwards a liberarla dandole la parte protagonista di Victor/Victoria, e fu allora che scoprimmo tutte le ombre e le ambiguità che erano rimaste celate dietro a Mary Poppins. Prestare orecchio al doppiaggio di allora, soprattutto delle canzoni: un tripudio di italianizzazione-romanizzazione oggi impensabile, ma anche esempio dell’altissima professionalià dei lavoratori del cinema nostro di quel tempo (sempre che la copia in onda stasera lo abbia conservato).

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