Jupiter – Il destino dell’universo (Jupiter Ascending) di Lana e Lilly Wachowski. Canale 20, ore 21:05, martedì 14 gennaio 2020.

Ultimo film conosciuto – risale ormai al 2015 – delle sorelle, già fratelli, Lana e Lilly Wachowski. Che, ormai lontane dai fasti di Matrix, continuano con un cinema sempre più azzardato e personale benché sempre ad alto tasso di spettacolarità, un cinema grondante kitsch e insieme visionario con lampi quasi sapienzial-profetici. Dopo l’incredibile – letteralmente – Cloud Atlas, che mi lasciò stupefatto (nel bene e nel male) per come si muoveva senza timore alcunoa sul sottile crinale tra sublime e trash, ancora una volta le Wachowki tracciano un affresco fiabesco e allarmante. Dove, nel gigantismo degli effetti speciali e dei contesti galattico-fantascintifici, sono poi pur sempre i tracciati individuali a comporre il reticolo forte della narrazione. Storia di Jupiter, giovane donna agli ultimi gradini della scala sociale apparentemente destinata alla perpetua sottomissione. Ma dallo spazio ecco arrivare un guerriero geneticamente modifuicato di nome Caine che le annuncerà la buona novella e le farà scopire la sua missione: in te si nasconde colei che sarà la regina-padrona dell’universo. Siamo tra Cenerentola e la parabola neo-mariana di redenzione cosmica, però in chiave Wachowski, ovvero con immissione di una visualità esagitata e furibonda e di filosofemi e sapienzialismi arraffati nel bric-à-rac di ogni pensiero della postmodernità, di ogni ritorno del sacro sotto mentite spoglie. Da amare o detestare (magari detestando e amando voluttuosamente nello stesso tempo). Con Mila Kunis, il sempre fantastico Channing Tatum (ma dove sarà finito che da un po’ non lo si vede?) e Eddie Redmayne. Delirio scenografico tra neoLiberty, Alma-Tadema, Simbolismo, ma come ripassati e risciacquati nel Signore degli anelli.
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