Film-capolavoro stasera in tv: FURORE di John Ford (giovedì 16 gennaio 2020)

Furore di John Ford, Rete Capri (canale 122 digitale terrestre), ore 21:00. Giovedì 16 gennaio 2020.
Per immergersi nel fango e nella polvere del reale il cinema non ha aspettato la rivoluzione neorealista italiana (la cui novità e rottura epocale è consistita semmai nell’uscire dagli studios, nel buttarsi per strada, letteralmente, non certo nel raccontare il mondo, ché quello lo si era sempre fatto). Tra gli esempi illustrissimi questo hollywoodiano Furore, anno 1940, diretto da uno dei titani del cinema, John Ford, e tratto dall’omonimo romanzo che non è esagerato dire epocale di John Steinbeck (in originale The Grapes of Wrath). Ronanzo che andava a raccontare senza filtri né bellurie, e con parcipazione verso i suoi sventurati protgionisti, gli effetti sulle esistenze del proletariato americano della grande depressione innescata dal crollo di Wall Street del 1929. Disoccupazione, fallimenti, miseria endemica, unpaese prostrato. John Ford mette in immagini quell’epopea tragica e la adatta al peculiare linguaggio del cinema traendone un film possente che ancora oggi travolge ogni nostra resistenza. E che resta anche un’utile ricostruziuone in forma narrativizzata di una delle più disperate pagine di storia del Novecento.
Un giovane uomo, Tom Joad, dopo essere uscito di di prigione cerca di raggiungere i parenti in Oklahoma. Scoprira che la fattoria di famiglia è stata espropriata dalle banche, come è successo ad altri coltivatori-allevatori. Ritroverà i suoi familiari e con loro, su un camioncino, si metterà letteralmente on the road, sulla mitica Route 66. Meta la California, favoleggiata come terra del benessere e della fine della miseria. Ma sarà un viaggio irto di ostacoli, delusioni e lutti. La fame si porterà via i più deboli, gli Joads troveranno lungo il tragitto altre orde di disperati, mentre tutt’intono sembra che il mondo sia stato travolto dall’apocalisse. Se è lecito un qualche accenno autobiografico: uno dei film che più mi hanno sconvolto (lo vidi da ragazzino sulla Rai e mi sembrò un insostenibile racconto dell’orrore). Con un Henry Fonda dagli occhi più che mai tersi. Fotografia di Gregg Toland, maestro di luci e ombre, lo stesso per capirci di Citizen Kane. Un film assolutamente da vedere, anche se ormai finito nel cono d’ombra e dimenticato-rimosso dalle nuove e seminuove generazioni di critici e cinefili.

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