Il film imperdibile stasera in tv: VICTIM di Basil Dearden (sabato 25 gennaio 2020)

Victim di Basil Dearden, Rai Movie, ore 0:25. Anche su RaiPlay.
Film cruciale, a suo modo storico. Il primo – siamo nel 1961, in Gran Bretagna – a infrangere davvero al cinema il muro del pregiudizio antiomosessuale. Fino a Victim il gay su grande schermo era imprigionato nel reticolo dei cliché, nei vari ma tutti ferrei e non scalfibili cliché: il vizioso, il borghese o aristocratico raffinato e decadente, il losco figuro dedito alle peggio infamie morali, il povero malato incolpevole della sua malattia da guarire e recuperare alla normalità, la sfolgorante checca tutta lazzi, mosse e lustrini, ecc. Con Victim si racconta di gay che, per il solo vivere la propria condizione e il proprio desiderio, sono dei reietti sociali perennemente a rischio di incappare nella rete della giustizia (val la pena ricordare che, quando viene girato il film, nel Regno Unito l’omosessualità è ancora un reato, esattamente come ai tempi di Oscar Wilde). Esposti al ricatto, costretti alla menzogna e alla doppia vita. Chiaro che se passato oggi al vaglio del correttismo politico e della teorie gender, questo film di quasi sessant’anni fa di Basil Dearden rischia di apparire inadeguato, ambiguo, non così coerente e audace nella sua denuncia. Perché di denuncia comunque si tratta, pur se calata negli schemi e nei modi del thriller. Ma conviene avvicinarsi alla visione con uno sguardo lungo e ampio, da storici, senza incorrere nell’errore (e nel ridicolo) di giudicare secondo i parametri e la sensibilità dell’oggi.
In un gran bianco e nero, nello stile asciutto e quadrato del miglior realismo inglese (quello che arriva fino a Ken Loach e anche oltre), Victim ci parla di un ragazzo entrato nel mirino di una banda di ricattatori di omosessuali: hanno in mano una foto di lui in macchina con un avvocato di gran successo e sposato, in una posa non intima ma che rivela inequivocabilmente un legame tra i due. E vogliono soldi, molti.Barrett, questo il suo nome, si rivolge disperato all’avvocato chiedendogli un aiuto per pagare i ricattatori, ma lui, Farr, lo respinge. Seguirà dramma. E lo stesso Farr sarà a sua volta attaccato dai ricattatori, ma resisterà e li denuncerà, anche a costo di rovinare tutto: la sua carriera, il suo matrimonio. Un film inaudito per quei tempi, cui diede un enorme contributo l’interpretazione di Dirk Bogarde quale avvocato coraggioso. Sylvia Sims è la moglie, Peter McEnery il ragazzo.

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