Film stasera in tv: LA POLIZIA ACCUSA: IL SERVIZIO SEGRETO UCCIDE di Sergio Martino (domenica 26 gennaio 2020)

La polizia accusa: il servizio segreto uccide di Sergio Martino, Cine34, ore 21:10. Domenica 26 gennaio 2020.
Il palinsesto della domenica sera sul neonato Cine34 – una settimana di vita domani – è dedicata sotto il cartello segnaletico “A mano armata” al poliziesco all’italiana o poliziottesco (meravigliosa definizione, onore a chi l’ha inventata). Sicché stasera ecco in prime time uno dei titoli più illustri del genere firmato dal Sergio Martino che con il fratello produttore Luciano aveva dato vita a una delle più feconde factory romane di cinema bis. Dopo aver girato wesetern e gialli, Sergio Martino si butta nel 1973 nel noir & crime made in Italy con Milano trema: la polizia vuole giustizia, cui seguirà un paio di anni dopo questo La polizzia accusa: il servizio segreto uccide. E l’allusione assai evidente è ai lavori sporchissimi di cui furonoi accusati e di cui talora si macchiarono davvero le cellule deviate dei nostri servizi. Morti a catena per apparente suicidio di militari insospettiscono il probo commissario di polizia Giorgio Solmi (Luc Merenda, uno dei volti, e dei corpi, dei nostri B-movies anni Settanta). Che comincia a indagare, convicendosi sempre più che quelle morti sono tutt’altro che volontarie e legate da strettissimo filo. Sarà una giornalista a dargli una mnao (Delia Boccardo), mentre un ambiguo magistrato non si schiererà certo dalla sua parte (Mel Ferrer). Le indagini convergono su torbidi ambienti legati a agenti segreti e a un progetto di golpe antidemocratico. Molti elementi della cronaca politica e sociale di quegli anni entrano nella tessitura narrativa del film, che oviamente, come da regole del suo genere di appartenena, li svolta subito in occasioni e pretesti per uno spettacolo rude e effettistico (allora si sarebbe detto: sensazionalistico). Epure oggi niente come questi film sanno resituirci tutte le ombre e le ambiguità, e la violenza estesa, di quei terribili anni Settanta italiani. Atrtenbziine, c’è anche Tomas Milian in versione borghese e non parolacciara.

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