Film stasera (tardi) in tv: ARRIVEDERCI SAIGON di Wilma Labate – venerdì 7 febbraio 2020

Arrivederci Saigon, un docufilm di Wilma Labate. Rai Storia, ore 1:00, venerdì 7 febbraio 2020.
Un docufilm del 2018, presentato se ricordo bene anche alla Mostra di Venezia, che va a ritrovare e riproporre una’incredibile piccola grande storia. Di quelle che neppure la più sfrenata immaginazione potrebbe partorire. Eppure. Eppure, come ricostruisce fedelmente Wilma Labate (La mia generazione), accadde nel 1968 che cinque ragazze di Piombino che avevano messo su un complessino beat – ma forse più soul nonostante le divise ancora beatlesiane – chiamato Le Stars, quattro a suonare una a cantare, finissero a intrattenere con i loro spettacoli le truppe americane laggiù nel Vietnam, dove infuriava la guerra che sappiamo. La guerra che portò un’intera generazione di qua e di là dell’oceano a scendere in piazza e a radicalizzarsi politicamente con conseguenze di cui vediamo i segni ancora oggi. Viviana, Rossella, Manuela, Daniela e Franca – la voce del gruppo – vengono ingaggiate da un improbabile impresario per un ancora più improbabiole tour in più paesi del lontano Oriente, ma si ritroveranno confinate a Saigon e nel Vietnam letteralmente in fiamme, a suonare-cantare in localacci nella capitale o nella giungla, nelle basi militari, là dove i ragazzi americani combattono Charlie ovvero i Vietcong. Come in una celebre sequenza di Apocalypse Now, solo che la storia delle Stars è real life, non cinema. Le cinque protagoniste di allora raccontano oggi quel viaggio ai confini della follia, mentre Wilma Labate alle loro testimonianze aggiunge altre voci, mentre i ricordi si alternano sullo schermo ai documenti visivi di quel conflitto, di quell’anno che davvero cambiò il corso del Novecento. Sopravvissute al Vietnam, le ragazze tornarono nella loro Toscana, nella Toscana rossa, per sentirsi rivolgere l’accusa dai ‘compagni’ di collaborazionismo con gli infami americani-imperialisti, di essersi esibite dalla parte sbagliata del fronte. E anche questo ci restituisce il clima di quel tempo intossicato. Dedicato a coloro che odiano i baby boomer (Ok, Boomer!) e a chi pensa che il riscatto femminile sia faccenda di oggi o tutt’al più dell’altro ieri. Macché, signore e signori, c’erano già negli anni Sessanta ragazze, nelle città e nelle nostre province, che come le cinque di questo film esploravano, uscivano dal loro microcosmo, andavano a sperimentare con allegria modi inediti di declinare il femminile.

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