Il film imperdibile stasera in tv: LA SIGNORA SENZA CAMELIE di Michelangelo Antonioni con Lucia Bosè (sab. 28 marzo 2020)

La signora senza camelie di Michelangelo Antonioni (1953), Rai Storia, ore 21:10. Sabato 28 marzo 2020. Visibile anche su Youtube al canale Clips & Film: il link.
Omaggio stasera di Rai Storia all’appena scomparsa Lucia Bosé con questo La signora senza camelie del 1953. Film nel quale Bosè torna a lavorare con un giovane Antonioni due anni dopo il folgorante Cronaca di un amore, stavolta in uno di quei racconti sul cinema come regno delle illusioni perdute, come falò delle vanità in cui son destinate a bruciarsi le aspirazioni di ragazze e ragazzi, la loro voglia di successo. Quasi contemporaneo a Bellissima di Visconti, punta però meno sul cronachismo realista e assai di più sulla costruzione di un carattere femminile complesso, una di quelle donne che già prefigurano le future ‘alienate’ e non riconciliate del cinema antonioniano maggiore. Bosé, di una bellezza sovrumana, da dea caduta sulla terra, in un ruolo con qualche eco autobiografico. Difatti è una commessa cui un produttore promette un luminoso avvenire nel cinema. Si sposeranno, ma Clara passerà da un film minore all’altro, fino al fallimento economico del compagno e dei suoi progetti. Con quel finale straziante e crudelissimo di accettazione del destino e di rassegnazione, con quel primo piano di Clara in una Cinecittà livida e mostruosa e volgare che, sorridendo, piange, mentre la mdp la feticizza, la ama e insieme infierisce su di lei mostrandoci quella fragilità così impudica. Un finale memorabile che ha fatto la storia del cinema, continuamente copiato e citato. Si pensi a Vive l’amour! di Tsai Ming-liang, un devoto antonioniano, e alla camera fissa sul volto di Adèle Haenel piangente nel recente Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma. Ma tutto il film è da rivedere con la consapevolezza di quanto di lì a qualche anno il suo autore avrebbe realizzato con la tetralogia dell’alienazione, un cinema come non si era mai visto prima, di silenzi e allusioni e lunghe, avvolgenti sequenze ipnotiche. Un cinema che ha nei primissimi film di Antonioni, come questo La signora senza camelie, il suo incunabolo, un laboratorio in cui possiamo scorgere oggi i segni della rivoluzione linguistica che verrà. Con Andrea Checchi, Gino Cervi, Alain Cuny, Ivan Desny.

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