Un film da non perdere stasera in tv: UOMINI CONTRO di Francesco Rosi (mart. 21 aprile 2020, tv in chiaro)

Uomini contro di Francesco Rosi, Cine34, ore 22:58. Martedì 21 aprile 2020.Mark Frechette

Mark Frechette

Gianmaria Volontè

Gianmaria Volontè

La prima guerra mondiale sull’altipiano di Asiago vista (con occhio proto-revisionista) da Francesco Rosi. Uomini contro è del 1970, dunque in pieno clima giovanil-rivoluzionario post sessantottino, non può che adeguarsi allo spirito del tempo. Ne esce un film fortemente antimilitarista, critico verso le gerarchie, che radicalizza la già forte critica contenuto dal libro da cui è stato tratto, Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu. Il giovane ufficiale Sassu (alter ego dell’autore?) si ritrova immerso nella sporca guerra di trincea, di assalti e controassalti di bombe e baionette, di feroci corpo a corpo nel fango col nemico, e assiste impotente all’inettitudine e incompetenza degli alti comandi. Fino alla sua ribellione. Non precisamente un film patriottico. Messinscena robusta e sicura, non senza qualche tocco melodrammatico, ad opera del professionista del cinema civile Francesco Rosi. Buono, anche se oggi Uomini contro non può che apparire datato e troppo legato al suo tempo. Ma oggi il film è da vedere anche da un atro punta di vista, prestando una particolare attenzione all’attore che interpreta il giovane Sassu, ovvero Mark Frechette. Che storia, la sua. Una storia maledetta. Lanciato da Michelangelo Antonioni nel suo meraviglioso film americano Zabriskie Point, Frechette – una faccia da iconografia cristologica perfetta per quei tempi contestativi e/o hippizzanti – vien poi scelto da Rosi, o forse consigliato dalla produzione, per Uomini contro. Ma nel 1973, con altri della comune di cui faceva parte, Frechette sarà tra i protagonisti di una rapina a una banca, in una probabile azione di guerriglia rivoluzionaria. Finirà in carcere, dove verrà trovato morto nel 1975, schiacciato da un attrezzo da palestra. Incidente o altro? Nel film con lui ci sono il sempre enorme Gian Maria Volontè quale ufficiale leale e disilluso, e Alain Cuny generale carogna e incapace.

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