Il film imperdibile stasera in tv: U-BOOT 96 di Wolfgang Petersen (lun. 27 aprile 2020)

U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, la7, ore 21:15. Lunedì 27 aprile 2020.
Film tedesco di inizio anni Ottanta di immenso successo prima in patria e poi nel resto del mondo, con un picco negli Stati Uniti dove, dopo aver realizzato incassi inusitati per un film straniero, si prese perfino sei nomination all’Oscar. Ma a rendere eccezionale U-Boot 96, e fa niente se non rientra nella categoria cinema d’autore (però in quella del cinema-cinema sì), è che finalmente un film tedesco che racconta la WWII dal punto di vista tedesco, e dove i tedeschi non sono i soliti nazistacci da caricatura con braccio teso e Heil Hitler! incorporato e invece uomini-come-noi per cui non si può non provare empatia, riesce a sfondare fuori dai confini, a farsi valere e vedere e applaudire dappertutto, senza suscitare scandali né rigetti. Segno che davvero in quel 1981 le lacerazioni lasciate sul corpo dell’Occidente dalla seconda guerra mondiale si erano definitivamente sanate e che il lungo processo politico di normalizzazione della Germania post-bellica poteva dirsi realizzato. Sono dunque più gli elementi extrafilmici di quelli strettamente interni a rendere U-Boot 96 importante. Poi, certo, sceneggiatura perfetta, confezione smagliante e ‘americana’ (e però anche il glorioso cinema del tempo di Weimar avrà pur lasciato una qualche traccia di grandeur), col risultato di un epic in grado di sfidare Hollywood allo stesso livello.
1941, ottobre. Il sottomarino tedesco U-Boot 96 lascia il porto di La Rochelle, nella Francia già occupata, per dare la cacciaai convogli navali che dagli Stati Uniti riforniscono l’isolata Inghilterra. Ma prima delle battaglie ci saranno lunghi periodi di attesa a bordo, con il regista a indagare e scrutare gli uomini in attesa, a mettere a fuoco caratteri e tensioni interne e solidarietà, in un progressivo avvicinamento al climax dello scontro con il nemico. Con quel senso di claustrofobia e di minaccia sempre sospesa che si portano dietro tutti i film sui e nei sommergibili (uno dei generi più ansiogeni che si conoscano). Prova di maturità industriale e produttiva ampiamente superata per il cinema tedesco. Wolfgan Petersen naruralmente dopo il gran successo di U-96, e dopo averne bissato il trionfo con un altro colossal tedesco, La storia infinita, verrà ingagigato (fagocitato?) dal cinema americano nell’ambito del quale avrà una discreta carriera (Air Force One, Virus letale, La tempesta perfetta), senza però mai più raggiungere l’esito di questo epic.

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