Stasera in tv un raro (e bellissimo) film di Bertrand Tavernier: IL QUARTO COMANDAMENTO (ven. 1° maggio 2020)

Il quarto comandamento (La passion Béatrice) di Bertrand Tavernier, 1987. Iris, ore 1:13, venerdì 1° maggio 2020.
Proabilmente il meno conosciuto tra tutti i film di Bertrand Tavernier, regista chissà perché parecchio fuori dalle mode attuali: mai un omaggio festivaliero, mai una retrospettiva, e la legione dei nouveaux critiques e dei folli di cinema che semplicemente lo ignora. Forse cineasta troppo classico e consapevole, sì di francesi raffinatezze ma non riconducibile agli avanguardismi della Nouvelle Vague, dunque fuori dal sacro cerchio dell’adorazione cinéphile. Balordo titolo italiano di un film storico che Tavernier ha voluto girare – era la seconda metà degli anni Ottanta – come tributo a un autore da lui molto amato, Riccardo Freda, e al suo Beatrice Cenci. Da cui però la storia si discosta parecchio pur nell’affinità di certe costellazioni psicologiche, come lontano è lo sfondo, di molto antecedente a quello tardocinquecentesco della Roma papalina dei Cenci. Siamo nel Milletrecento, nella Francia della Guerra dei cent’anni con la vicina e nemica Inghilterra. Del film di Freda resta la particolare relazione tra un padre brutale e una figlia devota benché da lui conculcata. Béatrice aspetta per quattro anni il genitore e il fratello fatti prigionieri dopo la battaglia di Crecy, anno 1345. Quando finalmente il padre ritorna è irriconoscibile. L’esperienza della guerra e la rabbia per la codardia del figlio lo ha reso un violento incapace di governare i propri istinti. Con Bernard-Pierre Donnadieu e Julie Delpy, perfetta nel ruolo dell’innocente brutalizzata. Un medioevo al tramonto visto come un tempo e un mondo di desolazion e sopraffazione, lontano da ogni idealizzazione cavalleresca. Di quei film per i quali si può azzardare la definizione di capolavoro nascosto.

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