Un film speciale su YouTube e stanotte in tv: ABUNA MESSIAS di Goffredo Alessandrini – lun. 4 maggio 2020

Abuna Messias di Goffredo Alessandrini (1939), Cine34, ore 2:08. Lunedì 4 maggio 2020. Anche su Youtube.
Per sguardi curiosi. Per esploiratori degli angoli bui del cinema. Per chi osa e non si attiene al conformismo e al bon ton cinefilo. Bisogna essere folli di cinema, sanamente folli, per vedersi un film del 1939 di propaganda di regime, premiato alla mostra di Venezia, et pour cause, con la Coppa Mussplini. Opera di un regista, Goffredo Alessandrini, che pochi anni prioma aveva girato quel Luciano Serra pilota supervisionato dal figlio cinefilo del duce, Vigttorio, ma anche (a riprova di quanto sia diffcile tracciare una linea di demarcazione tra angeli e demoni, tra bene e male) con Roberto Rossellini alla scneggatra. Abuna Messias è cinema di propaganda non smaccata: per così dire di secondo livello. Perché, andando il film di Alessandrini a ricostruire l’avventurosa opera missionaria tardo-ottocentesca del cardinale Guglielmo Massaia nell’Etiopia di Menelik, la penetrazione della Chiesa di Roma in area di cristianesimo copto, ecco che allusivamente ma robustamente si va a celebrare anche l’opera di sedicente civilizzazione fascista nelle colonie dell’Africa Orientale. Eppure, nonostante questo pesante carico ideologico, non si può non riconscere a Alessandrini la capacità di creare cinema, di mettere in scena un grande racconto epico-popolare secondo i codici del cinema magniloquente di allora. Chi è facile alle peraltro sacrosante indignazioni si astenga da questo film apertamente colonialista e eurocentrico. Chi invece affronterà la visione di Abuna Messias – traduzione/deformazine in lingua locale del nome di Massaia -, scoprirà uno spettacolo ricco di imoplicazioni sotterranee, di allusioni, di sottotesti che molto ci dicono dell’italia di allora e del suo sogno imperiale e africano. Certo gli Etiopi non apprezzeranno, non possono apprezzare: al leaer della chiesa copta Abuna Atanasio tocca difatti la parte dei villain, di colui che vuole fermare a ogni costo la penetrazione italo-cattolica nel suo paese. Alesandrini girerà un altro film di regime di lì a tre anni, Giarabub. Dettaglio privato: aveva sposato Anna Magnani nel 1935, se ne separò nel 1940. Ma nel dopoguerra avrebbero girato insieme Camicie rosse (lei nel riuolo di Anita Garibadi) e divorziato nel 1972. Il film è a un’ora impossibile, ma lo si può vedere anche su Youtube.

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