28 film stasera in tv (martedì 5 maggio 2020, tv in chiaro)

Detroit

Angeli dalla faccia sporca

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🌺: caldamente consigliato.

Angeli con la faccia sporca di Michael Curtiz, Rete Capri (122 dtt), ore 21:00. 🌺
La legge del mercato di Stéphane Brizé, Rai 5, ore 21:03. 🌺
La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone di Pupi Avati, Cine34, ore 21:09.
Suburbicon di George Clooney, Rai Movie, ore 21:10. Anche su RaiPlay.
Uomini e cobra di Joseph L. Mankiewicz, Iris, ore 21:10. 🌺
Guardians – Il risveglio dei guardiani, canale 20, ore 21:13.
Fa niente se è un B-movie, fors’anche di serie Z. Per chi ha un approccio al cinema diciamo anntropologico e non critico, e nemmeno da spettatore in cerca del bello spettacolo, questo può essere una visione assai interessante e rivelatrice. Un supereroistico del 2017, però di produzione russa. Ove si racconta improbabilmente di un progetto sovietico ai tempi della Guerra fredda chiamato Patriot: obiettivo, creare degli umani potenziati per combattere misteriose minacce aliene. Naturalmente stroncatissimo, figuriamoci. Ma per chi cerca nel cinema popolare bello o bruttissimo che sia i segni e i segnali di un mondo, di una cultura, di una nazione, di una sensibilità collettiva, questo Guardians può rivelarsi assai utile.
L’impareggiabile Godfrey di Henry Koster,Tv 2000, ore 21:14.
Remake del 1956 firmato Henry Koster dell’originale e migliore film dallo stesso titolo diretto vent’anni prima da un maestro della commedia sofisticata come Gregory La Cava.  L’impareggiabile è un brillantissimo maggiordomo intorno al quale ruota questa commedia di ottimi modi tutta all’interno di una famiglia americana upper class. Naturalmente con quei modi signorili nasconde un’origine aristocratica, rango da cui è poi precipitato per uno di quei ben noti processi di decadenza nobiliare. Messo sotto accusa per un furto, non solo dimostrerà la propria innocenza, ma si rivelerà abilissimo nel tirar fuori dai guai finanziari il suo datore di lavoro. Quando la servitù diventa indispensabile, vedi anche Mary Poppins. Mai più senza Godfrey! A interpretarlo è un re del genere, l’impeccable, assai british David Niven, all’altezza del Dick Powell dell’originale. Con June Allyson.
Before We Go di Chris Evans, la5, ore 21:15.
Chris Evans, l’attore dalla doppia personalità. O, se più vi piace, dalla doppia vita. Da un parte il muscolare Captain America di infiniti prodotti Marvel, dall’altra l’interprete di non-supereroistici che vanno dal sommesso e sottovalutato Gifted al recente Knives Out. Before We Go appartiene esemplarmente al Chris Evans del secondo tipo, quello che non è solo il manzo (traduzione approssimativa di beefcake) born in USA. Oltretutto qui non solo interprete ma anche, per la prima volta, regista (era il 2014). Un breve incontro notturno tra un uomo e una donna alla Grand Central Station di New York. Nick è un busker (suona la tromba!), Brooke deve prendere un treno per Boston ma è senza soldi, le hanno appena rubato borsa e portafogli. Aspettando l’alba i due da sconsociuti diventeranno assai prossimi, poi il treno per Boston li separerà. Presentato a Toronto, non è piaciuto a nessuno, il che accresce la curiosità di vederlo. Almeno in tv, una seconda chance diamogliela, tanto non costa niente.
Attacco al potere – Olympus Has Fallen di Antoine Fuqua, Rai 4, ore 21:19.
Death Race, Italia 2, ore 21:20.
Per tutti i devoti di Jason Statham, l’action hero meglio riuscito degli anni Duemila. Che qui è il protagonista del remake dell’ultracultistico Anno 2000, la corsa della morte di Paul Bartel. Distopico (ambientato nel 2012!) con giochi gladiatori, che adesso sono corse automobilistiche tra detenuti. Corse mortali, è ovvio: chi vince e sopravvive avrà la libertà. Purtroppo dirige il Paul W.S. Anderson di Resident Evil, il peggio riuscito dei tre Anderson del cinema americano di oggi (gli altri, quelli buoni, sono Paul Thomas e Wes).
Gomorroide, Rai 2, ore 21:20.
Le rete che da anni ospita i lazzi di Made in Sud stasera manda in onda due film che a quella comicità sotto-il-Garigliano appartengono. Si comincia con questo Gomorroide, titolo-crasi tra Gomorra e quel disturbo rettale assai diffuso che lascia intuire un film magari divertente, ma certo di non massima finezza (si astengano i  cultori del Woody Allen più aereo). Diventati famosi giusto a Made in Sud come I Ditelo Voi, Raffaele Ferrante, Domenico Manfredi e Francesco De Fraia qui sono gli interpreti scatenatissimi di una serie tv di gran successo a Napoli che, mettendo in ridicolo la criminalità organizzata locale, ne sta causando la crisi. Ma i boss mica ci stanno al declassamento e partono al contrattacco. Niente di più lontano dal cinema bon ton. Prendere o lasciare.
Volo Pan Am 73, Cielo, ore 21:20.
Diverso da chi?, Nove, ore 21:25.
Tentativo italiano abbastanza riuscito di fare una commedia sul gaysmo all’altezza di quelle internazionali. Senza cioè quei vetusti cliché italici e andando finalmente oltre l’eterno dramma-dilemma “lo dico o non lo dico a mamma e papà che sono gay?”, che per esempio si ritrova ancora in Mine vaganti di Ozpetek. Qui il protagonista, un buon Luca Argentero, è uno di quegli omosessuali pacificati ed omologati del giorno d’oggi che vivono col compagno nell’approvazione generale, compresa quella delle rispettive famiglie. Una coppiettina perbene e carinissima, perfino noiosa. Lui, Argentero, si butta in politica senza nascondere la gaytudine anzi facendone un punto di forza, imparando da esempi stranieri tipo il sindaco di Parigi Delanoë e anticipando il boom di Nichi Vendola. Tutto funziona finchè un’amica-nemica politica, la bacchettona Claudia Gerini, non si innamorerà di lui. E lui di lei. Commedia degli equivoci ben scritta dal bravo Fabio Bonifacci (lo stesso di Amore, bugie e calcetto e Si può fare) che a un certo punto se ne frega del politically correct e ribalta tutto facendo innamorare il gay di una donna. Non solo, sarà costretto a nascondere il suo amore eterosessuale a tutti, perfino alla famiglia e agli elettori, in un rovesciamento radicale e paradossale che non sarebbe dispiaciuto a Lubitsch. Che Bonifacci tenga d’occhio l’esprit viennese e la Mitteleuropa, quella che inviò a Hollywood non solo Lubitsch ma anche Wilder e von Stroheim, lo si capisce anche dalla scelta di Trieste come location della storia. Solo che il film cade nella parte finale dove, non sapendo più che pesci pigliare, cerca di accontentare tutti. Peccato. Il regista Umberto Carteni se la cava dignitosamente, la Gerini eccede un po’. Il migliore è Filippo Nigro, il fidanzato tradito di Argentero. Però avercene di commedie così da noi.
Innocenti bugie di James Mangold, Tv8, ore 21:30.
The Losers, canale 20, ore 22:54.
Filmizzazione del 2010 di un fumetto più classicamente eroistico che supereroistico. Militari delle forze speciali Usa vengono mandati in missione in Bolivia. Scopriranno che il fuoco peggiore è quello amico. Nonostante il cast stellare (Zoe Saldana, Idris Elba, Chris Evans, Jason Patric) esito assai deludente al box office.
A History of Violence di David Cronenberg, Rai Movie, ore 22:55. 🌺
Global Effect – Rischio di contagio, 7Gold, ore 23:00.
È il momento in cui si tirano fuori dai magazzino tutti i pandemia-movie. Questo non è certo Contagion di Soderbergh, appartiene se mai alla schiera negletta degli Z-movie di nessuna fama e status. Del 2002, racconta di un micidiale virus africano in procinto di esondare in tutto il mondo. Per fortuna una virologa trova il vaccino. Ma la speranza dura poco: verrà rapita da un gruppo di nazionalisti-terroristi del Kosovo (!) che vogliono usare la sua scoperta come arma di ricatto verso le superpotenze. Pasticciaccio. Immagino che i kosovari non abbiano apprezzato.
Tutti defunti… tranne i morti di Pupi Avati, Cine34, ore 23:02. Dopo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (vedi sopra), un altro Avati degli anni Settanta, di sicuro il suo periodo migliore, il più sulfureo. Prima che il regista bolognese si tramutasse nel cantore della nostra borghesia piccola piccola. Qui – il film è del 1977 – siamo in un giallo tendente al noir fantastico. Un cadavere con un piolo nel petto. Una serie di delitti misteriosi. Draculismi immessi in quei paesaggi emiliani che di Avati sono un marchio. Con Gianni Cavina, Carlo Delle Piane e Francesca Marciano (vista l’anno prima nel capolavoro La casa dalle finestre che ridono).
Made in China napoletano, Rai 2, pre 23:05.
Secondo film su rai 2 di comicità Made in Sud. Un signore si sveglia dal coma ritrovandosi in una Napoli totalmente dominata dai cinesi: si metterà, come forma di resistenza, a smerciare clandestinamente vero cibo partenopeo.
Wolfman di Joe Johnston, Italia 2, ore 23:15.
Remake del leggendario Uomo lupo degli anni Quaranta. Il licantropo che colpisce in un’America rurale di fine Ottocento è stavolta un poco convinto Benicio del Toro. Con Emily Blunt e Anthony Hopkins.
Runner Runner, Tv8, ore 23:20.
Thriller del 2013 di molte ambizioni ma di scarsi risultati, però prodotto da Leonardo Di Caprio e con due interpreti di alta caratura divistica come Ben Affleck e Justin Timberlake. Uno studente che si mantiene con il gioco online al college (si sa, lì le rette universitarie sono stratosferiche) perde tutto per via delle sporche manovre di un boss del gaming. Lo raggiunge in Costa Rica deciso a fargliela pagare, ma resterà invischiato nei suoi giochi. C’è anche Gemma Aterton. Distrutto dai critici americani (solo 8% su Rotten Tomatoes), ma si sa che il povero Ben Affleck è tra gli attori più detestati dalla stampa.
Sfida oltre il fiume rosso, Iris, ore 23:28.
Western classico del 1966, quando ormai il genere declinava in America e trovava nella Cinecittà di Sergio Leone e Corbucci la propria rigenerazione. Inevitabilmente crepuscolare. Però con la gran coppia Glenn Ford-Angie Dickinson (sempre meravigliosa).
È già ieri di Giulio Manfredonia, Nove, ore 23:30.
Remake italiano (dell’ormai lontano 2004) del mitologico Il giorno della marmotta, aka Ricomincio da capo. Un conduttore tv si ritrova alle Canarie a rivivere ogni giorno lo stesso giorno. Con Antonio Albanese e la regia di Giulio Manfredonia.
Il danno di Louis Malle, Cielo, ore 23:40.
Ormai antico melodramma con sesso del 1992 diretto da Louis Malle e tratto da un romanzo di gran successo e finto scandalo per signore firmato da una certa Josephine hart. Se ne parlò molto a suo tempo, del libro intendo, ma oggi chi se lo ricorda più? Resta questo film firmato da un autore di una certa forza come Louis Malle e interpretato, oltre che da Jeremy Irons, da una giovane e assai promettente Juliette Binoche. Un politico inglese si inamora della fidanzata del figlio. Torbidissimo triangolo, mentre Eros lascia man mano il posto a Thanatos (la ragazza si porta dietro una storia tristissima, il suicidio del fratello innamorato di lei). Quello che i recensori di allora definitivano erotismo patinato. Temo oggi invecchiatissimo.
Detroit di Kathryn Bigelow, Rai 4, ore 23:48. 🌺
Gli amanti passeggeri di Pedro Almodovar, Rete 4, ore 0:46. 🌺
Ipotesi di complotto di Richard Donner, Iris, ore 1:07.
l titolo originale, Conspiracy Theory, è molto più chiaro di quello italiano, confusissimo. Film del lontano 1997 con protagonista un tassista newyorkese che vede complotti dappertutto: un paranoico molto in anticipo sui tempi, anzi profetico. Purtroppo Ipotesi di complotto, diretto dal Richard Donner di Ladyhawke e Il presagio, poi imbocca le prevedibili strade di una qualsiasi crime e spy story, mettendo il suo protagonista al centro di un intrigo di CIA e altri serviziacci più o meno segreti, più o meno deviati. Peccato, poteva essere un nuovo Taxi Driver. Con Mel Gbson e Julia Roberts.
Avere vent’anni di Fernando Di Leo, Cielo, ore 1:40. 🌺
Un piccolo, tardo film nella produzione del grande maestro del noir italiano, Fernando Di Leo. Questo però non è un poliziesco, ma uno strano road movie con due ragazze, Lilli Carati e Gloria Guida, che – siamo nella seconda metà degli anni Settanta – percorrono in autostop l’Italia. Sarà un’avventura estrema, una discesa negli abissi. Una sorta di Thelma e Louise molti anni prima, e senza spocchia ideologica. Urtante, quasi insostenibile in certi momenti, ma da vedere, per capire cos’era quel tempo, e cos’era il cinema italiano di quel tempo.

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