Film da non perdere stasera in tv: MISSION: IMPOSSIBLE – FALLOUT (martedì 12 maggio 2020)

Mission: Impossible – Fallout di Christopher McQuarrie, Canale 5, ore 21:43. Martedì 12 maggio 2020.

L’ultimo installment, a oggi, di uno dei franchise più longevi e anche meglio invecchiati (mica come l’imbolsito Star Wars) del cinema tra secondo e terzo millennio. Ne è passato del tempo – da quel 1996 in cui tutto cominciò – anche per Tom Cruise, che però inossidabile continua a fare lo stunt di sé stesso, a correre, saltare da un elicottero all’altro, scalare pareti a strapiombo e grattacieli, mai domo nonostante i sessant’anni ormai non più così lontani. Del 2008, Missione: Impossible – Fallout (ogni riferimento al fallout nucleare non è per niente casuale) è della serie il numero sei, salutato da un bel po’ di critici americani, conquistati dal suo ritmo forsennato e dalla sua perfezione tecnica, il miglior di tutti. Ho visto, ho apprezzato, ma continuo a pensare che il primo e germinale MI, intendo quello meraviglioso firmato da Brian De Palma che ha fissato per sempre i codici del franchise, quello per capirci ambientato in una oscura e ambigua Praga post-sovietica davvero parecchio kafkiana, quello della mitologica sequenza di Cruise che si cala dal soffitto, quello con una bellissima Emmanuelle Béart, resti tutt’ora imbattibile. Comunque certo, che gran spettacolo questo MI 6, con alla regia, e non è la prima volta, un Christopher McQuarrie maturato al rango di gran signore dell’action, lui che pure resta parecchio in alto nella mia scala di considerazione per un lavoro di scrittura, per una delle sceneggiature più belle che ricordi, quella di I soliti sospetti.
Qui punta tutto sulla sovreccitazione adrenalinica, in una partitura di armonie e dissonanze perfetta per editing, ritmi, tempi. La trama, benché come sempre negli action puri (ecco, se qualcosa è cambiato rispetto all’inizio è la prevalenza ormai schiacciante del movimento rispetto all’intrigo) sia solo un pretesto e un innesco, eccola qui per sommi capi: l’agente Ethan Hunt (Cruise, ovvio) deve ridiscendere in campo, lui e la sua squadra, per impedire che una partita di plutonio finisca nelle mani dei soliti villain che ne vogliono ricavare ordigni in grado si spazzare via il mondo. Si seguono le tracce delle trattative, mentre si sospetta che allì’interno dei buoni si sia infiltrata una talpa, ed è così (sospetti cadranno perfino sull’agente Hunt). Gran finale con apocalisse atomica da scongiurare là sulle montagne altissime del Kashmir, con sequenze al limite e anche oltre dell’impossibile. E, prima, almeno un’altra indmenticabile sequenza di azione pura e febbrile, l’inseguimento a Parigi tra moto e macchine. Con un Henry Cavill meno inespressivo del solito.

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