Film stasera in tv: THE EICHMANN SHOW (martedì 12 maggio 2020)

The Eichmann Show – Il processo del secolo di Paul Andrew Williams, Rai 5, ore 21:15. Martedì 12 maggio 2020.
The Eichmann Showtes_4_20151230_1677545716Si intensifucano nei palinsesti la programmazione in vista del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio. Stasera su Rai 2 in seconda serata questo film che tratta da un punto di vista non così solito uno dei processi più clamorosi del secolo scorso, quello che ci fu a Gerusalemme, nell’anno 1961, a carico di Adolf Eichmann. Gerarca nazista tra i responsabili della Shoah, quella che fu chiamata nei documenti tedeschi con gelido linguaggio la soluzione finale, era stato catturato dai servizi segreti israeliani in Argentina dove viveva sotto falso nome e poi clandestinamente portato in Israele. A lui fu imputata la corresponsabilità nello sterminio e sappiamo com’è finita: condanna a morte, eseguita per impiccagione. Questo film ha la singolarità di ricostruire quell’enorme e complessa vicenda processuale attraverso la storia di Milton Fruchtman, il produttore americano che ebbe l’intuizione (anche commerciale) di riprendere il dibattimento e venderlo alle televisioni di tutto il mondo. Sarebbe diventato un successo colossale, portando a conoscenza di decine, centiniaia di milioni di spettatori cos’era stato l’Olocausto, com’era avvenuto lo sterminio degli Ebrei d’Europa, cos’erano state le atrocità dei campi di annientamento come Auschwitz, e questo fu possibile per mezzo delle accuse documentate mosse ad Eichmanne  e la viva voce dei testimoni contro di lui, molti dei quali sopravvissuti ai lager. Si seguono gli scontri e le schermaglie nella corte, ma anche la complicata storia di Fruchtman e delle difficoltà da lui incontrate prima e durante le riprese televisive. Compresa la non facile convivenza con il regista chiamato a guidare il team degli operatori, l’integerrimo e roccioso Leo Hurwitz, uno dei dieci di Hollywood che erano finiti nella famigerata lista nera ai tempi del maccartismo. Il film è più interessante per quanto racconta che per come lo fa, essendo stile e linguaggio cinematografico piuttosto convenzionali e senza grandi sorprese o scarti rispetto alla medietà. Prodotto dignitoso, che comunque ha il merito di riportarci a un evento capitale del Novecento e ci pone qualche sana domanda su quale sia il ruolo della tv e sul come farla. Spero di scriverne al pià presto una recensione ragionata. Dico intanto: se potete, leggetevi o rileggetevi La banalità del male, il resoconto che l’immensa Hannah Arendt fece del processo di Gerusalemme, un libro che scatenò polemiche e che ancora oggi è in grado di turbarci. E, prima di vedervi il film, leggete almeno il primo e densissimo capitolo, La Corte (il libro è edito da Feltrinelli). Non si può parlare del processo Eichmann prescindendo da quanto ne scrisse la Arendt. E leggendola ci si rende conto di quante semplificazioni, anche se necessarie, ci siano nel film. Se non si conoscono i fatti e gli atti sembra, vedendolo, che Eichmann fosse stato il responsabile di Auschwitz e degli altri campi di sterminio. Non è così. Arendt ci avverte e ricorda e puntualizza più volte come il suo ruolo fosse quello di organizzare i treni che da tutta Europa portavamo gli ebrei rastrellati verso i lager dell’annientameno. Il che non ne attenua colpe e responsabilità, intendiamoci. Nel film vediamo anche le immagini del vero processo Eichmann e agghiaccianti documenti visivi sui campi di sterminio.

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