Il film imperdibile stasera in tv: IL GIOCATTOLO di Giuliano Montaldo (sab. 16 maggio 2020)

Il giacattolo di Giuliano Montaldo (1979). Rai Storia, ore 21:10, sabato 16 maggio2020.
Il film che sta alla carriera di Nino Manfredi come Un borghese piccolo a quella di Alberto Sordi. Anche qui si prende un’icona della Golden Age della nostra commedia e la si decostruisce, togliendo in bonomia e piacioneria e aggiungendo in crudeltà e darkitudine. Pure Il giocattolo, come il film di Monicelli/Sordi, è la parabola di un pacifico everyman che, complice il clima di generale violenza del tempo ma anche per via dei propri demoni interiori incautamente sbrigliati e scatenati, si trasforma in giustiziere. In assassino. Meno riuscito di Un borghese piccolo piccolo, ma altrettanto esemplare di un clima storico, quello dei secondi anni Settanta segnati dalla doppia ferocia delle bande criminali e del terrorismo politico, quando la convivenza civile nostra rischiò di collassare. Se lo depuriamo da quel che di ideologico che sempre si accompagnava allora al cinema detto di denuncia, Il giocattolo resta ancora oggi un allarmante resoconto dei lati oscuri dell’uomo qualunque, oltre che delle derive di un’Italia senza più freni morali.
Un travet emigrato al Nord con a carico moglie assai cagionevole di salute conosce in palestra un poliziotto napoleatano. Sarà lui a indurlo a prendersi una pistola come strumento di autodifesa – Vittorio è sempre più terrorizzato dalla violenza dilagante -, e la conosciamo bene la vecchia legge di Cechov: se spunta una pistola prima o poi sparerà. Difatti. La pistola gli verrà rubata, ma Vittorio ne troverà un’altra, scoprendo un’abilità di tiratore che non aveva mai sospettato di avere. Da quel momento sarà un’escalation, e non si può dire di più. Fu un buon successo, ma il vicino modello di Un borghese piccolo piccolo  – solo di due anni prima – gli fece ombra e lo rese agli occhi di pubblico e critici non così originale. E non segnò per Manfredi quella svolta di carriera com’era stato invece per Alberto Sordi il fim di Monicelli. Oggi comunque ci appare un film di rispetto, girato con la solita inappuntabile perizia da Giuliano Montaldo. Cast magnifico. Con Manfredi ci sono Marlène Jobert, Arnoldo Foà, Vittorio Mezzogiorno, Olga Karlatos, Pamela Villoresi, Renato Scarpa. (Utile un confronto con un film all’opposto di questo per stile e visione di cinema ma stranamente unito da comuni elementi narrativi – la fascinazione delle armi su un uomo qualunque -, intendo Dillinger è morto di Marco Ferreri).

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.