Un film imperdibile con Michel Piccoli stasera in tv: SALTO NEL VUOTO di Marco Bellocchio (mart. 19 maggio 2020)

Salto nel vuoto di Marco Bellocchio con Michel Piccoli, Rai 5, ore 22:55. Martdì 19 maggio 2020.
Secondo omaggio di questa serata tv a Michel Piccoli dopo il morettiano Habemus Papam. Ed è, a,ripensarlo in prospettiva storica, di sicuro il migliore tra i due, anche se ormai semidimenticato. Del 1980, resta uno di vertici della discontinua e mai omologata, mai mainstream, carriera di Marco Bellocchio, un film ancora impregnata degli umori atrabiliari e antifamiliar-familisti degli esordi. E che precede, quasi a far da spartiacque tra due periodi picassianamente distinti, la lunga stagione di cinema autoanalitico in collaborazionea con Massimo Fagioli: stagione allora assai discussa e che però ci ha consegnato alcune delle schegge più incandescenti e pulsionali di tutta la traiettoria bellocchiana. Salto nel vuoto è esempolarmente cinema di e à la Bellocchio per come si inoltra nei soliti soffocanti interni domestici del suo autore, saturi di miasmi, maleodoranti per le passioni represse, per i corpi sacrificcati sull’altare dell’ipocrisia borghese, per i desideri sempre endogamici, sempre introflessi, spesso a sfiorare l’incesto. I cordoni omblicali si allungano e avvinghiani, benché invisibii, tagliarli significa avventurarsi nel moindo, attraversare una palude sconosciuta e minacciosa; meglio starsene allora tra tinello e cucina e camere da letto assai poco arieggiate e di troppa psomiscuità parentale che rischiare l’ignoto. Ancora e sempre I pugni in tasca, con quella dialettica tra dentro e fuori, clausura e apertura, immobilità e fuga, con l’inevitabile corredo di nevrosi e perfino psicosi. Ovvero, follia, delirio.
Salto nel vuoto è la storia di un frratello e di una sorella sull’orlo di quella che allora si diceva la crisi di mezz’età (oggi scomparsa dal lessico come da panorama sociale). Entrambi non sposati, naturalmente. Conviventi nella stessa casa, naturalmente. Ecco, puro Bellocchio. Con lei che ha sempre fatto da mare, serva, nutrice, badante al fratello di mestiere giudice. Lui, Mauro, si sente ormai oppresso dalla presenza soffocante di Marta e non vede l’ora di liberarseme. E quando in casa arriva un giovane attore dai modi prepotenti da Mauro conosciuto nei corridoi del palazzo di giustizia spera che sia lui a portarsi via Marta, a stordirla con la sua sessualità, a farla innamorare, a illuderla di essere amata. Ma quando la strana storia sembra prendere corpo Mauro non ce la fa a accettare che lei gli sfugga di mano e rimoiange quella loro precedente relaione in cui ognuno era insieme aguzziono e ostaggio dell’altro/a. Naturalmente film di attori. Sublimi tutti e due: Anouk Aimée elusiva e inafferrabile, Michel Piccoli perfetto nella sua abiezione media da uomo qualunque. Entrambi premiati a Cannes quell’annoper la migliore interpretazione. L’altro, il giovane uomo che si incunea tra loro, è Miclele Placido. Gran film. Malsano. Impacabile nella messa in scena della piccola ignominia piccolo-borghese.

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