Film-capolavoro stasera in tv: SHINING (Versione originale) di Stanley Kubrick – lun. 25 maggio 2020

Shining – Extended Edition di Stanley Kubrick. Iris, ore 21:11, giovedì 31 ottobre 2019. In onda per celebrare i 40 anni dall’uscita del film.
23 maggio 1980, usciva negli Stati Uniti Shining. Quarant’anni dopo Iris manda in onda, si spera senza intervalli pubblicitari troppo gonfi se no si fa notte, quella che è annunciata sbrigativamente e senza ulteriori informazioni come la Versione integrale. Che immagino coincida con la Shining Extended Edition, o Extended Cut, presentata a suo tempo a Cannes sezione Classics e fatta poi circolare in qualche sala italian. Durata: 144 minuti rispetto ai 119 dell’edizione canonica europea. Restauro digitale in 4K, cui hanno partecipato l’assistente personale di Kubrick Tom Vitali e Steven Spielberg (di cui non vi sarà sfuggito l’omaggio a Shining in Ready Player One).
Ai cinefili più ossessivi e agli studiosi maniacali il compito di spiegarci in dettaglio le differenze di questo Shining rispetto a quello. Certo 25 minuti in più non sono un’inezia, ce n’è abbastanza per ridisegnare e mostrarci in una diversa prospettiva quello che è considerato un capo d’opera non solo del cinema di paura. Chi l’ha visto assicura che si tratti di una non così necessaria dilatazione-diluizione di quanto già si conosceva (con conseguente allentamento dei ritmi narrativi), più il recupero di un prefinale-epilogo prima conservato e poi tagliato da Kubrick in cui il direttore dell’Overlook fa visita a mamma e figliolo ricoverati in ospedale dopo quel che hanno passato là in Colorado in mezzo alla neve*. Quel che non si è abbastanza detto è che questa versione estesa è in realtà l’originale, la prima sagomata e messa a punto dallo stesso Kubrick, poi però indotto, anche da critiche come quella di Roger Ebert, a snellire il torrenziale racconto. Sicché c’è da chiedersi se sia più kubrickianamente corretto lo Shining compatto (insomma: pur sempre di due ore si tratta) di 119 minuti che abbiamo sempre conosciuto o questo con i tagli ricuciti e i buchi ricoperti. Ma si entrerebbe in disquisizioni filologiche senza troppo costrutto. Se mai converrebbe interrogarci su questa nostra smania come spettatori di accedere a sempre nuove o inedite versioni e visioni di capolavorissimi conclamati: il caso più eclatante essendo la storia infinita di Apocalypse Now, ormai un’opera-labirinto sfuggente e impenetrabile tra versione falsamente o autenticamente canonica, versione redux e versione con final (ma sarà davvero così?) cut. Una smania che obbedisce anche all’oscuro nostro impulso di penetrare e rovistare nel backstage, anzi nel retrobottega, dell’autore-demiurgo-genio, alla ricerca di segreti occultati, difetti di fabbrica, errori e rimozioni da interpretare freudianamente. Ad alimentare la fabbrica degli inediti che ormai lavora a pieno ritmo ad uso di una platea sempre più larga di spettatori-consumatori ci sarebbe dunque, più che un sincero bisogno di conoscere l’opera, meno nobilmente il nostro vouyeurismo, la nostra inestinguibile voracità e volontà di sapere.
* E però le informazioni su questa Extended Edition sono contraddittorie. Max Borg (di cui mi fido ciecamente) dopo aver visto a Cannes 2019 lo Shining rilucidato e rimesso a nuovo scrive su MoviePlayer che l’epilogo in ospedale manca del tutto, mentre sono stati recuperati due personaggi precedentemente tagliati e allungate altre sequenze. Insomma questo Shining altro non sarebbe che il restauro della prima versione americana rilasciata da Kubrick.

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