Sindrome cinese di James Bridges, la7, ore 21:15. Sabato 1 agosto 2020.
Attenzione, in quella centrale apparentemente sicura sta succedendo qualcosa. Molto prima di Chernobyl e Fukuyama arrivò questo film, Sindrome cinese, a denunciare i limiti di una tecnologia a rischio apocalisse. Una troupe televisiva dopo aver girato all’interno di una centrale nucleare in California si rende conto di una falla nel sistema. Ma nessuno dà ascolto al loro allarme, anzi si minimizza, si nasconde, si depista, si fa di tutto per secretare l’accaduto in nome della sicurezza nazionale. E comincia la corsa per fermare il disastro. Tipico film di denuncia e impegno civile della Hollywood liberal anni Settanta. Anche parecchio paranoide-cospirazionista (non ce lo dicono! ci nascondono l’orribile verità). Anche con dentro un furore ideologico oggi indigesto. Naturalmente con Jane Fonda (e con Jack Lemmon e Michael Douglas). L’incredibile è che soli pochi giorni dopo l’uscita del film un incidente ci sarebbe stato davvero in una centrale nucleare, quella di Three Miles Island. Era il 1979. Il 26 aprile 1986 a Chernobyl si sarebbe riproposto un copione simile.
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