Il film imperdibile stasera in tv: IL DOTTOR STRANAMORE di Stanley Kubrick (merc. 5 agosto 2020)

Il dottor Stranamore. Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, la7, ore 23:15. Mercoledì 5 agosto 2020.
sunglasCommedia nerissima di Stanley Kubrick che, essendo sì un genio ma non proprio provvisto del dono della leggerezza, la butta comunque sul grandioso, sull’epico, sul monumentale, sul tonante. Con scenografie magnifiche – di Ken Adam – e magnificamente rese dal bianco e nero però magniloquenti sempre, anche quando non sarebbe così necessario ai fini narrativi, poiché Kubrick, si sa, organizza e anzi occupa militarmente lo spazio filmico, lo spazio dell’inquadratura, espugnandolo fino all’ultimo spiraglio. Figuriamoci qui che c’entrano la guerra fredda, la bomba atomica, generali pazzi e consiglieri infidi. Satira tosta e pesantissima non senza evidenti pretese di apologo brechtiano che riflette la paranoia diffusa in quel periodo – il film è del 1964 – di una guerra nucleare magari innescata da un errore umano, o da una follia imprevedibile. Il dottor Stranamore è una parabola esemplare sulla fragilità della pace, o della non guerra. Basta, come succede nel film, che un generale americano dia fuori di testa e dia il via al piano di attacco, nucleare ovviamente, all’Unione Sovietica, ed è fatta. Nonostante la mobilitazione per fermarlo, l’attacco procede inesorabile obbedendo ormai solo a proprie logiche interne e mosso da automatismi ciechi. Feroce satira non solo del militarismo più cerebroleso ma anche dell’inesorabilità e ottusità della macchina burocratica. E però, quante affinità con quel classico dell’assurdo in divisa che è Comma 22 (il romanzo) di Joseph Heller, di tre anni precedente. Lo Stranamore del titolo è uno scienziato ex nazista – greve allusione ai vari Von Braun – finito alla corte dei nuovi padroni del mondo, gli americani, consustanziale alla Bomba e incarnazione definitiva del Male. Lo interpreta Peter Sellers, che si prende sulle spalle altri due personaggi in una performance entrata nella storia del cinema. Con George C. Scott e Sterling Hayden. Ma potrò dire, pur riconoscendone la grandezza, che questa unica incursione di Kubrick-l’immenso nella commedia resta il suo film che meno amo?

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