Mamma Mia! di Phyllida Lloyd, Rete 4, ore 21:25. Giovedì 6 agosto 2020.


Lo adoro, anche perché adoro le canzoni degli Abba, che sono del sano, geniale, irresistibile pop come pochi hanno saputo realizzare. Vidi il film qualche anno fa in una grande sala qui a Milano un sabato sera, straesaurita: famiglie, gente di ogni generazione, ragazzi da soli, genitori e nonne con figli e nipoti. Un pubblico trasversale e transgenerazionale, tutti a battere le mani e a seguire le canzoni. Una festa. Una serata da cinema popolare come non me ne capitavano più da decenni. Il cinema com’era una volta e come non è più, se non in rarissime occasioni. Bisognerebbe ringraziare Mamma Mia! se non altro per questo. Poi c’è il film. Che è solo un pretesto per rimettere in scena in modo travolgente i pezzi degli Abba. La storia della matura ex hippie (Meryl Streep) che in vista del matrimonio della figlia convoca sull’isola greca in cui vive i tre possibili padri diventa una piccola commedia degli equivoci e di qualche inganno con un andamento vagamante alla Shakespeare, quello più divertito (Molto rumore per nulla, La dodicesima notte) e anche, per via dell’isola, della Tempesta. Genialmente qualcuno, non ricordo chi, difatti ha paragonato Mamma Mia! a uno di quegli Shakespeare approssimativi e ruspanti messi in scena con gran divertimento e tirando un po’ via da Kenneth Branagh. Su tutto e tutti domina la matriarca Meryl Streep, che qui mostra ancora una volta di essere una creatura oltre l’umano, perché non solo recita come sappiamo, ma balla e canta da professionista, con una voce incredibile che sembra Barbra Streisand, come non avesse fatto nient’altro nella vita. Sbalorditiva. A quasi 60 anni Meryl Streep non solo è tornata a essere una moneymaker di Hollywood (vedi gli incassi di Il diavolo veste Prada e Julie & Julia) ma si è permessa il lusso con Mamma Mia! di realizzare il maggior successo commerciale della sua carriera: 609.841.637 dollari in tutto il mondo. Chapeau, Meryl. Se la cavano bene i due ragazzi innamorati, Amanda Seyfried e soprattutto Dominic Cooper, che con i successivi film (Tamara Drew, An Education) si sarebbe confermato attor giovane tra i più brillanti in circolazione. Colin Firth, Pierce Brosnan e Stellan Skarsgard sono i tre possibili, un po’ sfiatati, padri.
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