20 film stasera in tv (domenica 20 settembre 2020)

The Water Diviner

Legami di sangue

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The Terminal di Steven Spielberg, Iris, ore 21:05.
Mamma Mia! di Phyllida Lloyd, la5, ore 21:10.
Porgi l’altra guancia di Franco Rossi, Rai Movie, ore 21:10.
Il solito cazzotti-movie con Bud Spencer e Terence Hill made in Italy ma di enorme successo globale. Del 1974, si distingue dagli latri perhé stavolta i due sono sacerdoti, anche se non rinunciano alle maniere forti (a fin di bene, ovvio). Ma renderlo davvero diverso è la presenza di Franco Rossi alla regia. Sì, l’autore di un capolavoro assoluto, di un vertice della nostra tv come l’Odissea. Massimo rispetto.
Papillon di Franklin J. Schaffner, Rai Storia, ore 21:10.
Codice 999 di John Hillcoat, canale 20, ore 21:11. Anche su Mediaset Play.
Legami di sangue, Cielo, ore 21.25
Noir del 2012 (titolo originale Deadfall) di scarso successo nonstante il cast pazzesco e una storia non così ovvia. Fratello e sorella reduci da una rapina a un casinò scappano verso il Canada, incapperanno in un controllo poliziesco con scontro a fuoco che li costringerà a separararsi. Quando si ritriveranno, dovranno fare i conti con quello che li unisce, i legami di sangue del titolo italiano, e quello che li divide. Eric Bana, Olivia Wilde, Charles Hunnan più i veterani Sissy Spacek, Kris Kristoffersoin, Treat Wliams,
La Mummia con Tom Cruise, Italia 1, ore 21:30.
Reboot del 2017 di una delle saghe clasiche del cinema di paura. Ma, nonostante la presenza di Tom Cruise, questo Mummia reloaded funziona molto male, troppo virata com’è sull’horror più shifoso (e improibabile). Con Sofia Boutella, vista poi nel capolavorissimo Climax di Gaspar Noé.
The Water Diviner di e con Russell Crowe, Rete 4, ore 21:30.
Il soldato di ventura di Pasquale Festa Campanile, Rai Movie, ore 22:45.
Pasquale Festa Campanile: uno degli autori più prolifici del nostro cinema popolare (e pure di un cinema laterale, differente, di una qualche ambizione autoriale) e di maggior successo tra anni Sessanta e Ottanta e oggi di tutti il più dimenticato. Cancellato. Rimosso. E un giorno o l’altro si dovrà pur ripercorere e antologizzare il suo tragitto tra cinema (come sceneggaitore oltre che come regista) e letteratura (fu anche scrittore assai letto). Il soldato di ventura non è tra i suoi film memorabili, ma resta un esemplare interessante del suo cinema e del nostro cinema di massa di quegli anni (il film è del 1976). Il protagonista altri non è che l’Ettore Fieramosca, riproposto però secondo i canoni della commedia e commediaccia all’italiana, della Disfida di Barletta. Primo Cinquecento, in un’Italia terra di conquista e confronto-scontro tra spagnoli e francesi, Fieramosca se la vede, in un torneo celebrato e ricordato da tutte le nostre retoriche patrie, con uno spavaldo e guasconissimo fancese e vince, salvando l’onore italico. Interessante per come capovolge una figura del pantheon nazionale in eroe ultrapopolare, a incarnare più che lo spirito nazionale l’eterna subalternità spezzata da sprazzi di rivolta e orgoglio delle nostre masse. Un film che, pur nella sua programmata sgangherataggine farsesca, rivela l’idea tutt’altro che sublimata che la nostra commedia ha spesso avuto della nostra storia (e che rivela pure l’autopercezione nazionale del proprio essere italiani: non altissima). Il Fieramosca che si sbatte per reclutare un pugno di combattenti disposti a sfidare i francesi ricorda I Magnifici Sette (e I sette samurai). Con Bud Spencer e il francese di Cinecittà Philippe Leroy.
The End? L’inferno fuori di Daniele Misischia, Rai4, ore 23:01.
Una delle rare incursioni del nostro cinema recente –  qui producono i Manetti Brothers – nell’horror, più precisamente nella nella sua variante zombesca. Un uomo qualunque – è Alessandro Roja – si ritrova intrappolato in un ascensore. Se la dovrà vedere con famelici morti viventi.
La città proibita di Zhang Yimou, Rai 5, ore 23:03.
Letters to Juliet, Paramount Network, ore 23:05.
La donna lupo di Aurelio Grimaldi, Cielo, ore 23:10.
Uno dei guilty pleasure partoriti dall’Aurelio Grimaldi di Le bottane, Il macellaio e Nerolio. La donna lupo del titolo è u aragazza scissa tra la banale routine quotidiana e la notte, quando si scatena quale creatura avida di avventure sessuali. Con Loredana Cannata, appena rivista in Napoli velata di Ozpetek.
Mad Max: Fury Road di George Miller, canale 20 ore 23:32.
Carnage di Roman Polanski, Iris, ore 23:36.
Le regole del sospetto, Rete 4, ore 23:51.
Reclutati dalla Cia, il neoagente Clayton si ritroverà invischiato in un intrigo in cui gli sarà assai difficile distinguere tra amici e nemici. Con Colin Farrell e un ambiguo, demoniaco Al Pacino.
Ne parliamo lunedì di Luciano Odorisio, Cine34, ore 0:30.
Oggi dimenticato, ma nel 1990 molto piacque e molto fu premiato questo film italiano anomalo e fuori da ogni nostri genere che metteva in scena un triangolo di sesso e inganni in un motel della provincia profonda. Se la locationm allude a Psycho, la storia oscilla tra Ossessione e Il postino suona sempre due volte. Da recuperare assolutamente. Con Andrea Roncato e Elena Sofia Ricci.
Radiofreccia di Luciano Ligabue, Rai Movie, ore 0:45.
L’importanza di chiamarsi Ernest di Oliver Parker, Iris, ore 1:06.
Sono più di uno i motivi per vederlo. Innnanzitutto c’è il neo premio Oscar Colin Firth, solido professionista dalle prestazioni sempre impeccabili. Poi si tratta pur sempre di Oscar Wilde, anche se il regista Oliver Parker tende un po’ troppo al classico period movie di marca british con le sue belle tappezzerie, i pizzi, le tazzine e quant’altro (qui poi siammo in era vittoriana, figuriamoci il tripudio di chincaglierie). Ma i dialoghi sono acuminati, il senso di Wilde per lo spettacolo e per lo humor e la perfidia assolutamente sensazionale, dunque perché perderselo? La storia dei due Ernesti e della donna che vuole sposare un uomo che abbia quel nome è stravagante e incantevole la sua parte. È anche una storia di intrighi, camuffameneti e ipocrisie, come spesso in Wilde, beffarda e tagliente. Ottimo cast, ovviamente. Oltre a Firth, Rupert Everett, l’americana in trasferta inglese Reese Witherspoon e Dame Judi Dench.
Rendez vous – Profezia mortale di Amin Matalqa e Annemarie Jacir, Spike, ore 1:15.
Una dottoressa americana raggiunge la Giordania dopo che il fratello è stato misteriosamente ucciso. Chiamerà in suo soccorso, lei ebrea, un amico musulmano (arabo-americano) che la aiuti, con le sue competenze di agente di polizia, a far luce sul caso. C’è di mezzo una antico manoscritto cui una setta di fanatici pare tenere moltissimo. Niente di che, sula carta un qualsiasi action archeologico di serie B. Ma in controluce si intravede altro, come la quesione della complicat coesistenza tra culture ebraica e araba in quella arte di mondo. E molto interessante è la coppia registica alla guida del film. Lui, Amin Matalqa, è un giordano diventato cineasta in America vincitore di un premio al Sundance 2008. Lei, Annemarie Jacir, ha percorso un  iter altrettanto complesso: nata a Betlemme da famiglia palestinese-cristiana, è poi emigrata negli Stati Uniti. Ora risiede e lavora in Israele. Jacir si è conquistata nel frattempo uno status di autrice arthouse e da festival. Il suo bellissimo Wajib (uscito anche in Italia con il sottotitolo Invito al matrimonio) è stato presentato quache anno fa in concorso a Locarno e da lì è partito per una carriera internazionale ricca di riconoscimenti. Nella sua filmografia, almeno sui siti italiani, questo Rendez vous stranamente non compare.

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