Il film imperdibile stasera in tv: IL COLPEVOLE (The Guilty) – domenica 18 ottobre 2020

Il colpevole (The Guilty), un film di Gustav Möller (Danimarca 2018). Rai 4, ore 21:22, domenica 18 ottobre 2020.
Un successo internazionale, questo film danese di un paio di anni fa, che nessuno di aspettava. Esploso come un caso al Sundance, The Guilty è arrivato nell’anticamera degli Oscar sfiorando la nomination per ilmigliore film straniero dopo esseee starto inserito nella shortlist. In mezzo, premi dapertutto, compresi i due (interpretazione maschile, sceneggiatura) al Torino Film Festival 2018. Dov’era molto atteso e dove non deluse, scatenando anzi parecchi entusiasmi. Un lavoro di alto virtuosismo, una di quele sfide che ogni tanto il cinema pone a se stesso, ai propri codici, alla propria congenita vocazione al movimento e alla libertà. Perché questo è un film tutto chiuso in uno spazio minimo, che inchioda il suo protagonsita al telefono per un’ora e mezza (e noi spettatori alla poltrona) rarefacendo ogni altra possibilepresenza intorno a lui, dove l’azione è solo raccontata attraverso i concitati dialoghi telefonici, evocata, totalmente fuori campo. Mentre la mdp sta fissa sul principale e unico carattere scrutandone ogni minima increspatura facciale, captando ogni modulazione di suoni e voce. Non è la prima volta, di sfide simili se ne erano già visto, basti citare il classico Il terrore corre sul filo con una Barbara Stanwyck immobilizzata a letto e minacciata da un killer con solo il telefono per cercare aiuto (regia del réfugé Anatole Litvak). O al più recente Locke di Steven Knight con Tom Hardy chiuso nell’abitacolo della sua macchina anche lui scatenato in plurime chiamate in vivavoce. Chiaro che per imprese del genere ci vuole una regia in grado di usare al meglio gli scarni elementi a disposizione e di non cadere nella trappola del cinema-teatro, ci vogliono interpreti (e qui Jakob Cedergren è all’altezza), soprattutto ci vuole una sceneggiatura d’acciaio, una scrittura di cirurgica precisione. Che qui c’è.
Sotto inchiesta per aver sparato a un ragazzo di 19 anni, l’agente di Copenaghen Asger Holm viene spedito per punizione al desk del telefono d’emergenza della centrale di polizia. Massima noia, fino all’arrivo di una richiesta d’aiuto da parte di una donna di nome Iben. La quale fa capire adi essere stata rapita dall’ex marito, autore di un brutale omicidio (meglio non dire di chi). Ci bastano le voci, di Asger e della sua interlocutrice, ci bastano la faccia, il body language, l’affanno del poliziotto deciso a riscattarsi con una  buona azione per precipitare in un thriller foschissimo. Ma siamo solo all’inizio di una storia che si rivelerà molto più complicata, labirintica, ricca di svolte e zone oscure di quanto ci si potesse aspettare. Applausi. Intanto si sono perse le tracce, anche a causa coronavirus, dell’annunciato remake americano con Jake Gyllenhaal mattatore e Antoine Fuqua alla regia.

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