Film stasera in tv: due western di Enzo G. Castellari (sab. 13 marzo 2021)

Ammazzali tutti e torna solo di Enzo G. Castellari (1968). Cine34, ore 21:14.
Vado… l’ammazzo e torno di Enzo G. Castellari (1967). Cine34, ore 23:19.

Ammazzali tutti e torna solo

Vado… l’ammazzo e torno

Prosegue su Cine34, la rete Mediaset ormai riferimento per tutti i cultori del nostro cinema di genere, il ciclo dedicato a Enzo G. Castellari, uno degli artigiani migliori e più consapevoli dei B-movies all’italiana, autore di decine di titoli a lungo espunti e disdegnati dal solotto buono della critica ma adorati dal pubblico più largo. Una firma dove G. sta per Girolami, vero nome di famiglia, anzi di una dinastia di Cinecittà cominciata con il padre Marino Girolami e lo zio Romolo (che sceglierà Guerrieri come cognome d’arte), entrambi registi, e continuata con lui, Enzo (mentre un fratello, Ennio, si darà alla carriera di attore). Della feticistica ammirazione di Tarantino per Castellari si sa e si è detto tutto, ora è il momento di andare oltre l’aura cultistica di cui è circondato per guardare con più attenzione al suo cinema – una produzione enorme che si allunga per decenni, dai primi Sessanta agli Ottanta-Novanta includendo via via western, poliziotteschi, post-apocalittici, war movies e infiniti altri sottogeneri e crossover tra i generi. Stasera due suoi western della seconda metà degli anni Sessanta. Vado… l’ammazzo e torno – titolo preso in prestito da una battuta di Eli Wallach in Il buono, il brutto, il cattivo con il quale già Sergio Leone avrebbe voluto realizzare un film (curiosamente un non-western: il progetto non andò mai in porto) – non è la prima incursione di Castellari tra poncho e cappellacci texani-messicani, c’era già stato il buon 7 Winchester per un massacro, ma è il film che sigla la sua definitiva affermazione commerciale e la sua ascesa tra i nomi bankable di Cinecittà. Un titolo-marchio che si imprimerà nella mente del pubblico fin quasi a divorare la stessa storia, peraltro del tutto ininfluente, come in quasi tutti gli italian western dove a contare sono la messinscena e la peculiare maniera stilistica. Seguirà un anno dopo, nel 1968, un titolo altrettanto memorabile e fortunato, Ammazzali tutti e torna solo, caccia al bottino di una masnada di desperados che dovranno fare i conti con un destino avverso e la cupidigia umana. Serata per cultori del cinema bis e ter e avventurosi esploratori del cinema meno canonizzato, astenersi i puristi dell’alto-autorialità. Per saperne di più di Castellari leggere la sua davvero imperdibile autobio Il bianco spara (ed. Bloodbuster), allegra, energica e smargiassa al punto giusto, un ritratto di sé che è anche un attraversamento di tutto il nostro migliore e peggiore cinema di genere, tra produttori latitanti e gaglioffi, attori improvvisati e/o sublimi, set sgangheratamente meravigliosi. E sempre quell’arte di arrangiarsi che in questo caso non è tanto uno stereotipo dell’antropologia italiana quanto, marxianamente, un modo di produzione del nostro cinema popolare.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.