19 film stasera in tv (dom. 14 marzo 2021)

Mr. Fantastic

The Accountant

Il falò delle vanità

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The Accountant di Gavin O’Connor, canale 20 Mediaset, ore 21:05.
Captain Fantastic di Matt Ross, Rai Movie, ore 21:10.
Il pianista di Roman Polanski, Iris, ore 21:14.
I predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg, Paramount Network, ore 21:15.
Il commissario Pepe di Ettore Scola, Rai Storia, ore 21:15.
Enid, Tv2000, ore 21:20.
Biopic di produzione british della scrittrice per l’infanzia Enid Blython, una vita e una carriera che si dispiegano tra ultimissimo Ottocento e buona parte del Novecento (Blython muore nel 1968). Film meno accondiscendente di quanto ci si potesse aspettare, che si astiene dall’agiografia per restituirci anche i lati più oscuri di Mrs Blython. Con Helena Bonham Carter, una sicurezza per questo cinema sospeso tra nostalgie, inamidate ricostruzione e qualche ambiguità.
Oscure presenze a Cold Creek, Rai 4, ore 21:20.
Uno dei tanti passi falsi, almeno al box office, di Sharon Stone dopo le glorie di Basic Instinct e Casino. Che qui con Dennis Quaid, altro attore dalla carriera altalenante, costituisce una coppia alle prese con i misteri e i terrori della nuova casa in cui è andata a abitare. Ennesima variazione sul tema archetipico e fin troppo esplorato della casa stregata-e-maledetta, con un buon regista (il Mike Figgis di Via da Las Vegas e Affari sporchi) e un cast collaterale allora parecchio giovane e promettente: Kristen Stewart, Juliette Lewis, Stephen Dorff (era il 2002). Eppure non funzionò per niente. Da rivedere.
Legami di sangue, Cielo, ore 21:20.
Noir del 2012 (titolo originale Deadfall) di scarso successo nonstante il cast pazzesco e una storia non così ovvia. Fratello e sorella reduci da una rapina a un casinò scappano verso il Canada, incapperanno in un controllo poliziesco con scontro a fuoco che li costringerà a separarsi. Si ritroveranno e dovranno fare i conti con quello che li unisce, i legami di sangue del titolo italiano, e quello che li divide. Eric Bana, Olivia Wilde, Charles Hunnan più i veterani Sissy Spacek, Kris Kristoffersoin, Treat Williams.
Tra le nuvole di Jason Reitman, Nove, ore 21:25.
L’esorcista (versione integrale) di William Friedkin, Mediaset Italia 2, ore 23:00.
Il dio serpente di Piero Vivarelli, Celo,ore 23:05.
Davvero straculto per tutti coloro che amano, anche oltre ogni ragionevolezza, il cinema bis italiano anni Settanta nelle sue derive più bizzarre e estreme. Qui siamo dalle parti del genere esotico-erotico all’italiana, con arditi incroci, e con gran sprezzo del ridicolo, tra antropologia, terzomondismo e pura sexploitation. Una signora made in Europa (Nadia Cassini!) attraversa e incontra tutti i suoi fantasmi sessuali inconsci e semiconsci mentre si trova ai Caraibi, grazie (o per colpa) all’iniziazione ai misteri paravoodoo del dio serpente: interpretato, ed è ulteriore motivo di culto, dal mai dimenticato Evaristo Marquez, l’antagonista macho-black-rivoluzionario nientedimeno che di Marlon Brando nel Queimada di Gillo Pontecorvo. E qui feticizzato come totem erotico maschio-selvaggio dal regista Piero Vivarelli, intellettuale eretico dai trascorsi politici fiammeggianti e tra fondatori, una decina di anni prima di questo Il dio serpente, del nostro musicarello. Colonna sonora memorabilissima di Augusto Martelli. Vivamente consigliato, forse la proposta meno allineata della serata.
Elsa & Fred di Michael Radford, Tv2000, ore 23:10.
Genere amori senili. Con, stavolta, la non più sopportabile Shirley MacLaine e il sempre maestoso e nobile Christopher Plummer (si tifa per lui, ovvio).
Australia di Baz Luhrmann, Rai Mvie, ore 23:15.
Epic con cui Baz Luhrmann nel 2008 cerca di capitalizzare e consolidare i successo trovato con Moulin Rouge!, un melodramma storico che è il ritratto di una donna decisa a mantenere a ogni costo la fattoria del marito misteriosamente ucciso, ma che è anche l’ambizioso tentativo di raccontare un pezzo di storia dell’Australia stessa, e di rapresentarne lo spirito combattivo e pionieristico. Un inno alla patria, ecco. Nicole Kidman, allora all’apice, è la protagonista, Hugh Jackman il suo partner. Ma il progetto di Luhrmann di immettere nel genere epico il suo cinema lussureggiante, ipercolorato, citazionista e camp non funziona così bene, e Australia viene rifiutato dal pubblico.
Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller, Paramount Network, ore 23:25.
Detroit di Kathryn Bigelow, Rai 5, ore 23:34.
Beverly Hills Cop di Martin Brest, canale 20 Mediaset, ore 23:40.
Clamoroso successo del 1984 con un Eddie Murphy in velocissima ascesa verso lo stardom quale ‘piedipiatti a Bevery Hills’ irresistibilmente parolocciaro. Ne sarebbero seguiti altri due. Da riguardare con lo sguardo distaccato e storico quale icona anni Ottanta.
Mr. Crocodile Dundee, Rete 4, ore 23:50.
Chi se lo ricorda più? Eppure questo film australiano fu negli anni Ottanta un successo planetario, intascando perfino qualche nominato all’Oscar. Un rude cacciatore di coccodrilli degli antipodi ripercorre le sue avventure a uso di una giornalista americana. Paul Hogan col suo cappellaccio diventò un’icona, e oggi che nessuno lo ricorda più si stenta a capire. Vanitas vanitarum.
Il falò delle vanità di Brian De Palma, Iris, ore 0:05.
Com’è dura l’avventura di Favio Mogherini, Cine34, ore 0:45. Anche su YouTube.
Nella rivalutazione di certi circoli snob-intellò e radical-chic (scusate, ma non trovo altre parole per dirlo) attualmente in corso – e bisognerebbe capirne la ragione – di tutta la commedia e commediaccia italiana terminale, quella tra anni Settanta e pieni Ottanta, ha trovato un suo posto anche il nome (e l’opera) di Flavio Mogherini: un gran signore partito professionalmente nella Cinecittà più gloriosa come scenografo, anche per Mario Bava, e poi decollato verso la regia. Di lui si ricorda soprattutto il sodalizio con Renato Pozzetto (Per amare Ofelia, ecc.). Il quale è però assente in questa strana e cupa commedia su un riccastro che volendo fregare l’assicurazione scaglia sé stesso e i suoi collaboratori in un mare di avventure e disavventure. Con Gastone Moschin, Paolo Villaggio e Lino Banfi (pare vittima, intendo il suo personaggio, di una sodomizzazione da parte di un beduino del deserto: sarà vero?).

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