27 FILM stasera (e stanotte) in tv – sabato 3 aprile 2021

Tempo d’estate

The Equalizer 2 – Senza perdono

L’amante inglese

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A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, Rai Movie, ore 21:10.
Pane, amore e gelosia di Luigi Comencini, Rai Storia, ore 21:10. Anche su RaiPlay.
Duplicity di Tony Gilroy, Iris, ore 21:11.
Pallottole cinesi, canale 20, ore 21:12.
Strano e non disprezzabile action-avventuroso del 2000 con l’incredibile coppia Jackie Chan-Owen Wilson (e io, che di Wilson sono un estimatore, lo segnalo per la sua presenza, mica per altro). Nevada secondo Ottocento: una principessa cinese – Lucy Liu, chi se no – viene rapita. Per liberarla ci si metteranno tre suoi connazionali più un avventuriero americano. Contaminazione bislacca tra action hongkonghese e western.
7 minuti di Michele Placido (scritto da Stefano Massini), Rai 5, ore 21:15. Anche su RaiPlay.
Cube – Il cubo di Vincenzo Natali, Italia 2, ore 21:15.
Il canadese Vincenzo Natali, quello di Splice per intenderci, gira nel 1997 questo strano, indefinibile, ipnotico oggetto cinematografico. Thriller, noir, fantasy, prison movie. Questo e altro è Cube. Sei persone variamente assortite sono rinchiuse in una cella cubica, incastrata come altre della stessa forma e dimensione in una megastruttura a cubo. Per capirci, una sorta di grande cubo di Rubik che qui diventa un universo concentrazionario. Come fuggire? Come salvarsi? Se dalla cella apri la porta sbagliata rischi di morire, se apri quella giusta sopravvivi ma ti ritrovi in un’altra cella analoga, sempre prigioniero. Eppure la strada per uscire ci deve essere. Un gioco, un sogno, un incubo. Un film astratto e concettuale, costruito secondo rigorosi modelli matematici e ispirato alla cosiddetta Teoria dei giochi e al suo Dilemma del prigioniero.
L’amante inglese di Catherine Corsini, Cielo, ore 21:15,
Bianco, rosso e Verdone di Carlo Verdone, Cine34, ore 21:15.
The Impossible di Juan Antonio Bayona, Tv8, ore 21:20.
Ben-Hur (l’originale) di William Wyler, Rete 4, ore 21:25.
Risvegli di Penny Marshall, la7d, ore 21:30.
Dal mitologico libro di casi clinici di Oliver Sacks un film che resta parecchio al di sotto della sua fonte. Il bizzarro, il surreale, il sorprendente, perfino il poetico negli effetti su pazienti in coma della somministrazione di un farmaco sperimentale. Risvegli sì, ma, dopo, vite che poco somigliano a quelle precedenti il lungo sonno e sembrano reinventarsi oltre ogni immaginazione. Come una rinascita. Con Robert De Niro e Robin Williams. Se l’avesse girato David Lynch.
Gesù di Nazareth  di Franco Zeffirelli (terza parte), Tv2000, ore 21:34.
Revenant – Redivivo di Alejandro González Iñárritu, Nove, ore 21:35.
Schegge di paura di Gregory Hoblit, Paramount Network, ore 22:10.
La madre di Andres Muschietti, Italia 2, ore 23:04.
The Equalizer 2 – Senza perdono di Antoine Fuqua, Rai 4, ore 23:12. Anche su RaiPlay.
Quando vidi questo Equalizer 2 a un Locarno Festival in Piazza Grande molto apprezzai (peraltro, sono da Training Day un convinto estimatore del suo regista Antoine Fuqua, autore che meriterebbe un bel po’ di considerazione in più). Torna in questo episodio secondo l’equalizzatore, il pareggiatore di conti, l’ex marine e agente dell’intelligence Robert McCall (il solito moumentale Denzel Washington), ritiratosi sì – ora è driver al servizio di un’agenzia di taxi privati – , ma pronto a ridiscendere in campo quando si tratti di raddrizzare qualche torto clamoroso. Succede anche stavolta, ed eccolo fiondarsi a Istanbul a riprendere una ragazzina rapita dal padre turco che la vuole sottrarre all’educazione materna (e americana). Ma altri e più complicati imbrogli incombono. Con Melissa Leo.
Kink sesso estremo di Christina Voros e James Franco, Cielo, ore 23:15.
Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, Rai Movie, ore 23:20.
Un sacco bello di Carlo Verdone, Cine34, ore 23:21.
Matrix delle sorelle Wachowski, canale 20, ore 23:26.
The Game – Nessuna regola di David Fincher, Iris, ore 23:37.
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller, Cine34, ore 1:11.
The Exorcism of Emily Rose di Scott Derrickson, Rai 4, ore 1:20.
Favola con Filippo Timi, scritto da Filippo Timi, diretto da Sebastiano Mauri, Rai Movie, ore 1:25.
Tempo d’estate di David Lean, Rai 3/Fuori orario, ore 1:30.
Un altro Breve incontro per David Lean, ma stavolta, siamo nel 1955, dieci anni dopo quel memorabile film, con produzione hollywoodiana e una star come Katharine Hepburn. Che è una signora americana dall’esistenza solitaria la quale, in vacanza a Venezia, incontra, amandolo riamata, il bell’italiano come lo può volere e immaginare un’americana, ovvero Rossano Brazzi. Solo che lui è sposato. Tra Edward Forster e Henry James. Nonostante sfiori pericolosamente il patetismo e ogni possibile stereotipo sull’Italia, Tempo d’estate resta un film che ha l’assenza di retorica, la sobrietà, il senso di misura, la solidità di struttura e confezione di David Lean. Amatissimo dalla jeune critique e non ho ancora capito il perché.
Dietro i candelabri di Steven Soderbergh, Rai Movie, ore 2:55.
Identificazione di una donna di Michelangelo Antonioni, Rai 3/Fuori orario, ore 3:00.
L’ultimo vero grande film di Antonioni, anno 1982. Con un regista (Tomas Milian, tornato ai ruoli borghesi dei suoi esordi dopo il trucidume dei Monnezza-movies) in cerca di una protagonista per il suo nuovo film. E quando incontra Mavi – sta per Maria Vittoria, cosa da sciurame milanese anche sei qui siamo a Roma capitale – pensa di averla trovata. Ma lei gli sfuggirà, fuggirà, scomparirà, in un’atmosfera vagamente da psychothriller, e sembra di capitare nel self remake di L’avventura. Dialoghi, complice Tonino Guerra alla sceneggiatura insieme al Gérard Brach di tanti Polanski (Repulsion, Cul-de-sac), al limite dell’inudbile, come peraltro sempre nei film di Antonioni –  e si pensa a come lo sbeffeggiò Arbasino ai tempi di Deserto rosso. Ma che importa, a contare sono nel gran ferrarese le immagini, il microclima, quello che viene alluso e evocato oltre il detto e il dicibile. Allora stroncato per la sua pososa pretenziosità, Identificazione di una donna è oggi assai rivalutato, tant’è che lo ritroviamo qui nella programmazione di Fuori orario. Difficile dimenticare quella Roma spettrale e svuotata, sospesa, davvero metafisica. Si parlò di Daniela Silverio come di una rivelazione, ma poi chi l’ha più vista? Evaporata, vanished, come il suo personaggio.

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