Film-capolavorissimo stasera in tv: A QUALCUNO PIACE CALDO di Billy Wilder (sabato 3 aprile 2021)

A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, Rai Movie, ore 21:10. Sabato 3 aprile 2021.

SomeLikeItHot_063PyxurzSerata queer su Rai Movie, chissà perché di settimana santa: sigora mia, non è più la Rai di una volta, quella del probo Bernabei che mai avrebbe permesso, benché su un canale diciamo minore. Si comincia con questo inestimabile Billy Wilder (l’avete già visto? rivedetelo, non ci si stanca mai), si continua con l’Ozpetek di Mine Vaganti – ore 23:20 – ed è un bel salto, se all’insù o all’ingiù vedete voi. Tocca poi allo strambo Favola con Filippo Timi en travesti – ore 1:25 -, extravaganza che merita di essere ripescata dalla zona nera in cui è finita dopo qualche sporadica apparizione in sala, si chiude infine a notte fonda con il Liberace secondo Soderbergh (e uno strepitoso Michael Douglas) di Dietro i candelabri – ore 2:55. Non proprio così coerente, come selezione, ma non chiediamo ai palinsesti televisivi il rigore filologico dei cinefili assatanati, suvvia.
E allora che sia di nuovo e sempre Some Like It Hot, incredibilmente tradotto con la massima fedeltà in italiano anche se con qualche perdita in fatto di ambiguità, una delle più belle commedie mai scritte e dirette, si potrebbe perfino azzardare un “la più bella di sempre” (Lubitsch ci perdoni) e non sarebbe  un’esagerazione. Uno dei film che amo di più, e che inserirei nella mia lista dei dieci da salvare prima del diluvio, o da portarsi nell’isola deserta. Non ti stanchi mai di seguire le avventure dei due incredibili travesta Jack Lemmon e Tony Curtis che si fingono signorine per sfuggire a dei bruti del crimine organizzato anni Venti. Ovvio che si innamorino di Zucchero/Marilyn, qui alla sua migliore interpretazione, sexy e straziante insieme come solo lei. E poi quella chiusa, quel “nessuno è perfetto” incommensurabile. Riflessione molto europea e weimariana sui sessi, e sull’amore come inganno e relazione di potere, disincantata fino al cinismo. Film weimariano, perché si sente odore di kabarett, si sente lo sberleffo e la disperata allegria da sopravvissuto di chi ha conosciuto l’apocalisse (e la dolcezza del vivere degli ultimi giorni prima di un’altra apocalisse). Lo sfondo del proibizionismo americano lascia intravedere le ombre espressioniste. Una lezione di cinema fornita da Billy Wilder, senza però la minima sentenziosità: il sermone non faceva per lui.

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