Film stasera in tv: 7 MINUTI di Michele Placido (sabato 3 aprile 2021)

7 minuti di Michele Placido (scritto da Stefano Massini), Rai 5, ore 21:15. Sabato 3 aprile 2021. Anche su RaiPlay.
Apparso a un festival di Roma, uscito in qualche sala, subito scomparso. Neanche entrato nei radar dei nostri jeunes critiques (sarà stato il nome non proprio amatissimo di Michele Placido a farli scappare? per non dire di Stefano Massini, autore del play da cui 7 minuti è tratto e qui co-sceneggiatore, pure lui personaggio non proprio adorato,: specie da quando si esibisce monologando in tv in tutta la sua possanza muscolare e abbronzata, ché dalle nostre parti tutto si perdona, ma non a un intellettule di non essere tormentato e emaciato e di essere anche un corpo e di esibirlo con narcisimo alla Corona. Invece, bisogna ammetterlo, in fatto di drammaturgia il Massini ci sa fare, vedi la sua Lehman Trilogy). Se fosse invece uno dei film italiani più sottostimati degli anni Dieci (è del 2016) e dunque degno di attenzione se non rivalutazione? Se non altro perché tratta uno dei temi sensibili della società d’Occidente moderna, contemporanea, postmoderna, la fine del lavoro, la sua mutazione in un oggetto inafferrabile, la sua dislocazione in un altrove remoto e sconosciuto. Forse sarà parso ai recensori più fini troppo ‘frontale’, questo 7 minuti, troppo diretto e quindi volgare nel raccontare in toni neo-neorealistici e senza troppe mediazioni lingustiche e formali la storia di un gruppo di donne, pardon lavoratrici di una fabbrica tessile. Fabbrica appena acquistata dalla solita multinazionale, che già la definizione suona come una categoria del Male agli occhi dei più, la quale pone operaie e impiegate di fronte a un ricatto: se non volete che si proceda a tagli del personale accettate la riduzione di sette minuti della pausa pranzo, perché qui la produttività deve aumentare se no si chiude. Accettare? Piegarsi? Rifiutare? Alzare le barricate? E parte il dibattito tra le lavoratrici, ognuna con la sua storia e la propria opinione e visione. Cast ricco e non così ovvio. Ottavia Piccolo (perché nessuno organizza un ciclo dei suoi film, lei che ha lavorato con Germi, Bolognini, Visconti e francesi vari?), Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Clémence Poésy, perfino Fiorella Mannoia e Maria Nazionale, diva del canto popolar-neomelodista napoletano. Famiglia Placido al completo. Oltre a Michele (anche attore), ci sono il fratello Donato, l’altro fratello Gerardo Amato, la figlia (di Michele) Violante. Possibile che questa massiccia presenza del clan Placido abbia contribuito al disamore del pubblico per il film.

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