Film stasera in tv: UNA GIUSTA CAUSA di Mimi Leder (giov. 8 aprile 2021)

Una giusta causa (Oh The Basis of Sex) di Mimi Leder, 2018. Rai 3, ore 21:20. Giovedì 8 aprile 2021.
Joan Ruth Bader Ginsburg è morta lo scorso a 87 anni, ed è morta da giudice ancora in carica della Corte Suprema degli Stati Uniti. L’aveva nominata a quel ruolo delicato quanto determinante per gli equilibri politici mericani Bill Clinton, una sorta di inconirazione arrivata per Bader Ginsburg dopo una carriera legale trascorsa a ingaggiare battaglie in sede giudiziaria per i diritti, in articolare per l’eguaglianza tra i sessi, la loro pari dignità. Un biopic di quelli virtuosi e a continuo rischio di agiografia e santificazione con l’eroe o come in questo caso l’eroina sola contro tutti, ma destinata a vincere sulle forze del Male. O, più laicamente, dell’ingiustizia.Non proprio il mio genere referto e però bisogna riconscere che questo film di un paio di anni fa o poco più è scritto, diretto, interpretato con ottimo mestiere, riuscendo a trasformare il tragitto umano e professionale di Ruth in una narrazione godibile godibile nonogante ingorghi qua e là di tecnicismi da legulei. Un film dove il predicatorio non ce la fa grazie a Dio a fermare la macchina dell’intrattenimento e dello storytelling. Benché tratto dalla storia vera verissima di Bader Gisnburg, Una giusta causa si modella su un archetipo narrativo immarcescible, quello del cavaliere, qui al femminile, in lotta contro i poteri, l’avverso destino, ogni possibile ostacolo e nemico.
Deve lottare da subito, Ruth, perché “in quanto donna” le è difficile assai prima accedere all’università poi dopo la laurea trovare un posto nel mondo assai competitivo degli studi legali. Infinite saranno le esclusioni, le discriminazioni, le occasione perdute. Triova però un marito, un compagno di vita, Martin Ginsburg, che sarà sempre dalla sua parte, che non soggiacerà mai ai peggio maschilismi, un uomo che risulterà determinante per la carriera di Ruth quando le passerà un caso destinata a diventare storico, a fare giusrisprudenza, passato agli annali come Moritz v. Commissioner. Un uomo di Denver di nome Moritz, dovendo lavorare fuori casa, è costretto a ingaggiare un’infermiera per la madre anziana non autosufficiente. Chiede un sostegno fiscale: che gli viene rifiutato in quanto il lavoro di cura è cosa di donne, non di uomini. Ruth individua qui la contraddizione fino a promuovere una causa per mettere sotto accusa la disparità “on the basis of sex”. Una battaglai storica, una causa difficile, ma che farà di Ruth un riferimento per i diritti. 
Il flm è corettissimo, senza mai un azzardo, uno scostamento rispetto alla piatta prevedibilità. Ma si lascia guardare e se amate il genere delle buone cause e delle eroine coraggiose non perdetevelo. Felicity Jones è Ruth, Armie Hammer il devoto marito. E dopolo scandalo alquanto risibile delle sue presunte praticacce sessual-private chissà quando lo ritrovereno su grandi e piccoli schermi. Mimi Leder è una delle non molte donne a essere ruscita a trovarsi un posto da regista a Hollywood prima del MeToo. Suoi lo spy The Peacemaker con George Clooney e il disaster movie Deep Impact.

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